Si è svolta questa mattina nell’aula del Consiglio regionale la presentazione dei vincitori del premio ‘Lombardia è ricerca’, con cui la regione Lombardia destina un milione di euro. La cerimonia e’ stata introdotta dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ed e’ stata conclusa dall’assessore alla Ricerca, Innovazione, Universita’, Export e Internazionalizzazione Fabrizio Sala.
Sono intervenuti anche due dei tre vincitori: i professori Michele De Luca, ordinario di Biochimica all’Universita’ di Modena e Reggio Emilia, e Graziella Pellegrini, ordinario di biologia nel medesimo ateneo. Non ha potuto essere presente oggi il terzo vincitore Tobias Hirsch, associato dell’Universita’ di Bochum e direttore del dipartimento di chirurgia plastica e ricostruttiva della Fachklinik Hornheide di Monaco. Presenti in aula anche la delegazione della Fondazione Umberto Veronesi, i rappresentanti di famiglie di bambini affetti da epidermolisi bollosa e Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e presidente della Giuria ‘Premio Lombardia e’ ricerca 2018′ (composta da 15 top scientists a forte componente internazionale).
Il premio, che sara’ ufficialmente consegnato giovedi’ 8 novembre presso il Teatro alla Scala di Milano in occasione della Giornata della ricerca in memoria di Umberto Veronesi, e’ stato assegnato per la sperimentazione di terapia genica ex-vivo per la cura della forma Giunzionale dell’Epidermolisi Bollosa, nota anche come ‘Sindrome dei Bambini Farfalla’. I tre accademici sono stati i primi al mondo a condurre una simile sperimentazione che trova le sue radici nel 2006.
Dodici anni fa De Luca e Pellegrini scoprono che per curare la sindrome – che ad oggi colpisce circa mezzo milione di persone nel mondo (in Italia circa 1.500 i casi) – si puo’ utilizzare una terapia genica ex-vivo, grazie al trapianto di lembi di epidermide autologa preparati da colture di cellule staminali epidermiche geneticamente corrette. Da qui inizia la lunga ricerca che nel 2015/2016 viene resa celebre dai risultati ottenuti curando il piccolo Hassan, rifugiato siriano di sette anni che aveva perso oltre l’80% della pelle. Oggi il bambino vive una vita normale, grazie ai lembi di epidermide autologa creati in laboratorio da De Luca e Pellegrini, utilizzati poi nelle operazioni del chirurgo Tobias Hirsch.


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