Uranio impoverito: morto suicida un militare ammalato di leucemia, gli era stato negato il reintegro nell’Esercito

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L’uranio impoverito con cui è stato a contatto durante la sua vita militare è stata la causa della sua leucemia, aveva partecipato a decine di missioni all’estero e ultimamente aveva chiesto il reintegro nell’Esercito, ma gli era stato negato; aveva anche presentato ricorso al Tar del Piemonte per la causa di servizio, ovvero per i danni subiti per via della malattia. Ora però Luigi Sorrentino si è arreso: il caporalmaggiore dell’Esercito di 40 anni si è suicidato. Un militare attento, attivo, conscio del proprio dovere di fronte allo Stato è stato abbandonato e messo da parte da quello stesso Stato. Nel corso della sua carriera militare ha preso parte a missioni in diversi teatri operativi, dal Kosovo all’Afghanistan. Due giorni fa si è tolto la vita nel suo appartamento al quinto piano di un palazzo di via Rosta, a Torino. Si è impiccato forse per evitare l’umiliazione e la condanna a non poter più svolgere quel lavoro che, nonostante l’avesse tradito, lui amava profondamente. Non ha lasciato biglietti per spiegare la sua decisione, ma il sospetto che l’estremo gesto sia dovuto alla malattia e al mancato reintegro è molto più che una supposizione, sebbene ora spetti agli inquirenti trovare le motivazioni.

L’uranio impoverito, usato per munizioni e mezzi, è al centro di un’inchiesta che si protrae da anni e sono molti i militari che si sono ammalati per averlo utilizzato, e troppi quelli che sono morti nel silenzio più assoluto. L’ultimo è notizia di ieri, 24 ottobre. “Si chiamava Domenico PASCUZZI si legge sulla pagina Facebook dell’Osservatorio Militareed è la vittima n°363 di una strage che sembra non finire mai. Primo Maresciallo dell’Aeronautica Militare, ha prestato servizio al V Stormo di Cervia lascia 2 figli e la moglie. Non è certo l’essere un soldato o aver prestato servizio a Cervia la causa principale della sua malattia: tumore al polmone. Pascuzzi non fumava e non beveva, proprio come Luca, Andrea ed altri, ma come tanti altri Pascuzzi ha prestato servizio in Kosovo dal 2000 al 2001 e sopratutto, nel Poligono Sperimentale di Salto di Quirra dove per tanto tempo è stato responsabile dei brillamenti di munizionamento inesploso, in disuso o scaduto”.

Anche Pascuzzi – si legge ancora nella nota di Domenico Leggierosi è dovuto rivolgere all’Avv. Angelo Fiore Tartaglia perchè tutto gli era stato negato da un’amministrazione che nega al solo scopo di proteggere qualcosa o qualcuno. Romagnolo di origine ed ancora residente nella sua Romagna a Bellaria Igea Marina dove domani 25 ottobre alle ore 15:30 saranno celebrati i suoi funerali nella locale chiesa e nel silenzio delle Istituzioni. E’ una carriera svolta tra i “fumi” dei fornelli in cui si faceva brillare di tutto nel poligono di Salto Di Quirra al centro oggi di una grande inchiesta i cui colpevoli saranno assolti per decorrenza dei termini. Già, la storia dell’uranio e dei poligoni parte sempre dalla fine: militari morti e Generali innocenti. Sono gli stessi Generali che oggi si definiscono “vittime” del sistema politico solo perchè si rendono pubblici le loro pensioni mai colpite dalle sentenze di condanna ottenute da Tartaglia. Non possono esistere Generali colpevoli, e se la Magistratura li condanna a pagare in prima persona (vedi Stano/Nassirya) si infilano subito due righe in un qualsiasi decreto in fase di approvazione con la dicitura “salva Stanu”. Sono certo che qualcosa ora dovrà cambiare, sono pronto a far si che ciò accada. Ora però silenzio e rispetto per il 363° morto da uranio impoverito”.

Per saperne di più sulla questione uranio impoverito e sulla battaglia legale che da anni viene condotta dall’avvocato Tartaglia: