Clima, il Nobel Chu: “Trump nega anche i dati scientifici”

“Non posso assicurarvi che gli atomi di sodio non sono di sinistra”. Si è conclusa cosi l’intervista all’Avvenire di Steven Chu, il segretario di Stato all’energia dell’Amministrazione Obama, a fine ottobre nominato da papa Francesco nella Pontificia Accademia delle Scienze. Il fisico settantenne, ricorda il quotidiano di ispirazione cattolica, nel 1997 ha vinto il premio Nobel per aver immobilizzato alcuni atomi di sodio in una melassa ottica ed è stato ospite dell’Agsm di Verona, la sesta multiutility, guidata da Michele Croce.

L’ azienda veronese, evidenzia il quotidiano, sta investendo molto nelle rinnovabili e nella mobilità sostenibile. “Abbiamo investito 120 milioni, negli ultimi 8 anni, soltanto su eolico, fotovoltaico e idroelettrico” ha detto Croce presentando a Chu i nuovi progetti con Enea, i pali della luce “intelligenti” ed Electrify Verona, con Volkswagen.

Il confronto sul cambiamento climatico ha compreso anche la tragedia degli incendi in California. “Ci sono delle evidenze cui Trump incredibilmente non crede e ci sono cose assolutamente improbabili cui Trump invece crede ciecamente”, ha spiegato il Nobel.

Ma l’emergenza è affrontata con sufficienza anche dalla popolazione americana e per Chu “ci sono diverse ragioni e la più importante è che si tratta di una cattiva notizia e tutti facciamo fatica a prendere atto di cattive notizie che ci impongono di cambiare le nostre abitudini di vita” anche se, ha tenuto a chiarire, “le tecnologie evolvono e quindi potrebbe non essere necessario modificare radicalmente le nostre abitudini di vita per interrompere il cambiamento climatico”.

“Potremmo aiutare il pianeta senza sacrificarci poi tanto” e “ritengo che tutte le maggiori compagnie petrolifere statunitensi stiano riconoscendo la gravità del cambiamento climatico e si preparino a uscire dal settore in circa mezzo secolo“. Il presidente Donald Trump però, aggiunge Chu, “sta cercando di ribaltare tutto ciò che è stato fatto da Obama”.