Giovane scomparso in Sila, gli amici: “Era un amante della vita e della natura”

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Proseguono incessanti le ricerche di Marco Aidala, scomparso venerdi’ scorso nei pressi del Lago Ampollino, in Sila. Le operazioni sono condotte da vari corpi e reparti delle forze dell’ordine quali carabinieri, anche forestali, vigili del fuoco, unita’ cinofile delle fiamme gialle e soccorso alpino italiano intervenuti, subito dopo essere stati allertati dai familiari del giovane agronomo, con l’ausilio dei nuclei sommozzatori impegnati a scandagliare le acque del grande bacino artificiale silano.

“Un ragazzo brillante, amante della vita e della natura – scrivono in una nota congiunta colleghi ed amici – e con una passione smisurata per la pesca. Molto piu’ di un hobby per lui, forse addirittura una “compagna di vita”, che potrebbe pero’ essergli stata fatale per come ipotizzato dagli specialisti al lavoro nel tentativo di ritrovamento del dott. Aidala, che al momento non asseverano l’ipotesi di suicidio ritenuta al contrario la meno probabile nel novero delle piste seguite. Non ci sono infatti elementi univoci a supporto di una morte volontaria, ventilata invece in modo azzardato da taluni organi di stampa locali che sulla base di indizi frammentari e del tutto generici, emersi nelle prime ore successive alla scomparsa di Marco, sono balzati a conclusioni affrettate. E gli stessi amici piu’ stretti di Marco non hanno fatto altro che corroborare lo scetticismo sul punto delle forze dell’ordine, le quali stanno investigando in ogni direzione”.