A Gravina nasce il primo Sentiero geopoetico dell’Acqua e della Pietra

“A Gravina nasce il primo Sentiero geopoetico dell’Acqua e della Pietra. Sentiero dell’acqua perché saremo sul letto di un fiume esistito migliaia di anni. Un vero fiume fossile quello che vedremo. Geopoetico in quanto lungo il cammino si ascolteranno passi letterari attinenti il contesto geologico ed ambientale.  Saremo sulla e dentro la gravina ma entreremo nell’antica città di Sidìn della quale si hanno notizie dal 1.000 A.C. dove  si potrà visitare una vastissima area archeologica, ammirare sepolture a tumulazione e a camera. Poi entreremo anche in un quartiere medioevale scavato nella roccia con ambienti, che conservano ancora tratti e dettagli originali, come la cisterna scavata nel tufo e usata con tutta probabilità per raccogliere l’acqua piovana, con tanto di evidenti condotti anch’essi scavati nella roccia, i giacigli, le nicchie usate per la dispensa e per l’illuminazione. Vedremo tutto ma lo stesso sentiero dell’Acqua e della Pietra offrirà l’opportunità di conoscere e visitare l’accampamento del Console Romano Silla, la strada percorsa da San Pietro. Poi entreremo nella parte sotterranea dove ammireremo buchi scavati nella roccia dai pastori per consentire il passaggio della transumanza”.

Lo ha annunciato Ezio Spano, Guida Ambientale Escursionistica AIGAE, tra gli ideatori del nuovo Sentiero che per la prima volta sarà mostrato alla stampa, grazie al lavoro dell’Amministrazione Comunale di Gravina in Puglia.  Briefing stampa itinerante lungo tutto il Sentiero geopoetico. Per i giornalisti l’appuntamento è per Sabato 10 Novembre alle ore  9 e 30 al Parco Naturalistico di Capotenda, in Via Madonna della Stella a Gravina in Puglia in provincia di Bari

“E’ un’importante novità per il Turismo ambientale, perché dopo la stampa ovviamente anche l’opinione pubblica potrà usufruire del sentiero e visitare i molteplici siti archeologici e naturalistici lungo il percorso – ha proseguito Spano –  ad esempio la stampa entrerà con noi nelle Cave sotterranee di salnitro che una volta ricavato con dei picconi,  veniva raffinato a Napoli. Riportato a Gravina, dal salnitro si ottenevano pietre di calcaree trasformate poi in calce. Il sentiero dell’Acqua e della Pietra  offrirà alla stampa ed all’opinione pubblica la possibilità di vedere come sia mutato nel tempo l’uso di tali Cave sotterranee al punto tale da diventare luoghi importanti per la pastorizia. Infatti vedremo da vicino le porte che venivano allargate dai pastori per far passare la transumanza. Si tratta  di buchi aperti con grande sacrificio ed enorme sforzo umano  dai pastori in queste rocce di calcarinite per far passare le mucche. Capiremo anche come i pastori riuscivano ad aprire un varco in queste rocce”.

Lo illustreremo alla stampa con una straordinaria escursione Sabato, 10 Novembre alle ore 9 e 30 con partenza dal Parco Naturalistico a Gravina in Puglia, provincia di Bari.

L’accampamento del Console Romano Silla, la strada di San Pietro. L’antica città di Sidìn. Ci entreremo.

“Grazie al Sentiero si potrà raggiungere il complesso rupestre di Capotenda. In questo posto c’era l’accampamento che il console romano Silla erse prima della presa dell’antica città peuceta che si ergeva sulla collina di Botromagno. Per la prima volta offriremo alla stampa la possibilità di vedere l’area archeologica. Parte del sentiero dell’Acqua e della Pietra sarà anche il  Parco Naturalistico dove vedremo addirittura la strada percorsa dal console Silla e da San Pietro  – ha proseguito Spano – ma anche sepolture risalenti al 400 a.C. Una vastissima area archeologica caratterizzata da una necropoli. In una delle tombe c’è proprio Silla. Entreremo anche nella chiesa rupestre del Padre Eterno che da anche il nome all’area. Il luogo racconta i passaggi susseguitosi nel tempo, storie di guerrieri, di pastori anacoreti, di sepolture medievali.

Potremo vedere le tombe dei guerrieri risalenti al 400 a.C.

Sulla collina di Botromagno, entreremo nell’antica città di Sidìn  della quale si hanno notizie sin dal 1.000 A.C. Oltre ai ruderi dei muri perimetrali si ammirano sepolture a tumulazione e a camera. Il console romano Silla, nella resa della città, prese in prigionia ben 5.000 abitanti maschi in età militare, e su tale informazione storica si suppone che sia stata una città di dimensioni e importanza straordinarie per l’epoca”.

Dall’antica città di Sidìn alle fosse comuni per la febbre spagnola di 100 anni fa.  Poi  entreremo in un intero quartiere scavato nella roccia con grotte di varie dimensioni.

“Dall’antica città di Sidìn  ridiscenderemo fino ad arrivare al livello del torrente “Crapo”, attraversando dapprima la zona della “Terra Santa”, luogo delle fosse comuni per la febbre spagnola che decimò letteralmente la popolazione gravinese nel secondo decennio del secolo scorso e poi passando sotto Ponte Santo Stefano (bombardato durante la seconda guerra mondiale) raggiungeremo il  Complesso rupestre “Sette Camere”: vero capolavoro dell’architettura rupestre – ha continuato Spano –  una vera e meravigliosa abitazione con 7 ambienti ben distinti e particolarmente interessante per l’ancora evidente sistema di recupero delle acque piovane e di condensazione. Complesso rupestre “Sette Camere”, capolavoro dell’architetture rupestre che meglio  contraddistingue le nostre origini,attribuito all’epoca medievale ma con molta probabilità già utilizzato nei secoli precedenti. Si tratta di un vero e proprio complesso rupestre costituito da diverse grotte di varie dimensioni disposte su tre distinti livelli, sui quali si possono trovare chiari segni di un antico utilizzo degli ambienti, quali gradoni e altri particolari legati alla viabilità. Si ha l’impressione di trovarsi all’interno di un piccolo quartiere scavato nella roccia. Alcuni ambienti, nonostante il trascorrere del tempo, conservano ancora tratti e dettagli originali, come la cisterna scavata nel tufo e usata con tutta probabilità per raccogliere l’acqua piovana dal piano di campagna, con tanto di evidenti condotti anch’essi scavati nella roccia, i giacigli, le nicchie usate per la dispensa e per l’illuminazione”.

Sul sentiero dell’Acqua e della Pietra anche il Ponte Acquedotto.

“Vedremo il simbolo della città di Gravina in Puglia: il ponte acquedotto. Costruito a metà del seicento per collegare l’area rupestre ai primi rioni urbani che intanto s’andavano espandendosi. Il Ponte subisce un intervento funzionale dopo alcuni decenni – ha concluso Spano –  e viene usato per portare l’acqua attraverso una canalizzazione presente nel parapetto più alto che collega le due fontane pubbliche poste ai suoi estremi, una atta ad abbeveratoio e l’altra a lavatoio. Dunque l’Acqua e la Pietra in un unico sentiero che unirà particolarità archeologiche, geologiche a siti antropologici di notevole valore”.

Il cammino geopoetico sarà a cura di Davide Sapienza.