I vini del “vulcano”: la rivelazione dell’ultimo decennio

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“Tutto nasce da un vulcano, come spesso succede nei grandi territori vitivinicoli, in questo caso il monte Amiata, e intorno ad un vulcano, adesso spento, c’ è sempre un mare di argilla fertile e ricca di minerali, un ambiente ideale per la coltivazione della vite”. Con queste parole ”Mr. Sangiovese”, il noto enologo Paolo Vagaggini, ha iniziato a descrivere le peculiarità dei vini che si producono nella denominazione della Orcia Doc.

E’ avvenuto nel Castello di San Giovanni d’Asso (Siena), in occasione di una giornata di promozione organizzata dal Consorzio del Vino Orcia, che ha visto protagoniste le aziende del territorio presentarsi a operatori del settore (tra ristoratori, enotecari e sommelier) e a un gruppo di giornalisti e degustatori delle principali guide enologiche italiane che hanno potuto così conoscere un aspetto nuovo di questo vino che in pochi anni è cresciuto in maniera esponenziale, il tutto in occasione del programma della Mostra Mercato del Tartufo Bianco che si svolge proprio questo e il prossimo fine settimana.

“L’Orcia nasce in uno dei migliori distretti enologici del mondo nelle alte colline del Sud della Toscana, fra le aree del Brunello di Montalcino e del Vino Nobile di Montepulciano, una zona di straordinaria bellezza paesaggistica, in gran parte iscritta nel patrimonio dell’Umanità Unesco e costellata di piccole città d’arte – ha accolto così gli ospiti il presidente del Consorzio del Vino Orcia, Donatella Cinelli Colombini – non meraviglia quindi che circa 2 milioni fra turisti ed escursionisti arrivino in questo paradiso del turismo enogastronomico e se la concorrenza delle due celebri denominazioni confinanti poteva far paura è anche servita da stimolo all’Orcia che, dal 14 febbraio 2000 ad oggi, in soli 18 anni, ha letteralmente corso verso l’eccellenza qualitativa facendo moltissima sperimentazione”.

Orcia Doc, i vini del Vulcano spento. La degustazione tecnica è stata guidata come detto dall’enologo Paolo Vagaggini che per la prima volta ha messo in luce un aspetto di non poco conto che caratterizza questi vini rispetto alle limitrofe celebri denominazioni.

“Dallo scorrimento delle acque nell’ impluvio che si forma, nasce un fiume di nome Orcia, contornato da una natura meravigliosa e selvaggia; questo fiume arriva al mare in trenta chilometri in linea d’aria e da esso porta il clima temperato già affrancato dalla salsedine – ha detto Vagaggini – la vallata di questo fiume rimane protetta ad est dai venti freddi della Siberia dal Monte Amiata di 1738 metri ed a nord dai monti del Chianti e Montalcino, così che il clima si mantiene estremamente favorevole”.

Secondo “Mr. Sangiovese”, dalla compressione della spinta del vulcano in eruzione avviene la formazione del prezioso galestro, minerale drenante ed arieggiante per il terreno argilloso. Questo è il terroir ideale per grandi vini ed i vini dell’ area dell’ Orcia lo saranno sempre più nel futuro.