“Ammartaggio” perfetto: InSight si prepara a svelare i misteri di Marte, ecco un’altra FOTO dal Pianeta Rosso

La sonda InSight della NASA atterrata su Marte nella serata di ieri ora italiana ha inviato una seconda foto (la prima, inviata quattro minuti e mezzo dopo l’atterraggio, mostrava la polvere dell’atterraggio ancora presente sull’obiettivo): nell’immagine in alto è possibile notare uno scorcio del pianeta rosso visto dal braccio meccanico della sonda.
Il lander ha anche aperto i pannelli solari, coronando il successo di una discesa perfetta sul suolo di Marte: la procedura consentirà al veicolo di avere l’energia sufficiente per cominciare una lunga attività di esplorazione del sottosuolo.

In soli 7 minuti (i ben noti “minuti di terrore“) la sonda InSight (Interior Exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport) della NASA è discesa sul suolo di Marte con l’ausilio di paracadute e retrorazzi.
Lo spettacolo è entrato nel vivo intorno alle 20:40 ora italiana, quando è avvenuta la separazione della sonda dalla piattaforma che l’ha portata fino a Marte. Alle 20:41 InSight ha cambiato orientamento in modo da posizionarsi correttamente per l’ingresso in atmosfera, avvenuto alle 20:47 alla folle velocità di 19.800 km/h.
E’ avvenuta poi la fase più delicata: alle 20:49, durante la discesa, lo scudo termico ha raggiunto la temperatura di 1.500°C: 15 secondi dopo la decelerazione ha toccato il picco. Alle 20:51 si è aperto il paracadute e subito dopo è avvenuto il distacco dello scudo termico. Dieci secondi dopo modulo di atterraggio (lander) ha dispiegato le sue 3 “zampe”. Alle 20:52 si è attivato il radar per misurare la distanza dal suolo.
Dopo la separazione dal guscio posteriore e dal paracadute, sono entrati in azione i retrorazzi: il lander ha effettuato una giravolta per mettersi in posizione e rallentare ancora per tentare un atterraggio morbido.
Il touchdown è avvenuto alle 20:54.

insightLa sonda ha inviato al centro di controllo della NASA una primissima immagine della superficie di Marte, qualche minuto dopo l’ammartaggio: si tratta di un’immagine nebbiosa, probabilmente oscurata dalla nuvola di polvere creata dall’impatto, ma è visibile l’orizzonte. Le informazioni sono state trasmesse in diretta da due microsatelliti CubeSats che hanno accompagnato InSight durante il viaggio.

Sette anni di lavoro, sette mesi di viaggio nello spazio e sette minuti di “terrore”

La sonda NASA InSight studierà il “cuore” di Marte grazie a sismometri e sensori, che potrebbero svelare come il sistema solare ha avuto origine e cosa ha innescato la vita cosi come la conosciamo.

Atterrare su Marte non è un’impresa facile: la Nasa ha stimato che solo il 40% delle missioni inviate su Marte sono sopravvissute all’impatto con il suolo. Uno dei problemi principali riguarda la presenza di un’atmosfera rarefatta, circa l’1% di quella terrestre, che non fornisce la resistenza utile per rallentare la corsa di una sonda verso la superficie con il solo paracadute, come invece accadrebbe atterrando sulla Terra.

Cos’è la missione InSight

Credit: NASA/JPL-Caltech

Lanciata il 5 maggio scorso dalla Base di Vandenberg e destinata allo studio dei terremoti e della struttura geologica del Pianeta Rosso, InSight è il primo lander a raggiungere Marte dal 2012, quando Curiosity” raggiunse il suolo marziano alla ricerca di campioni di roccia che potessero rivelare le tracce di una remota vita unicellulare.

Le traiettorie delle due sonde orbitanti – il Mars Reconnaissance Orbiter e Mars Odyssey – che dovranno trasmettere le informazioni sullo status di InSight. E’ previsto anche il coinvolgimento del nostro Paese tramite il Sardinia Deep Space Antenna: la grande parabola del radiotelescopio Srt situata a San Basilio, in provincia di Cagliari ed entrata a far parte del Deep Space Network nel settembre del 2017, riceverà i dati che InSight invierà agli orbiter marziani.

Elysium Planitia è il luogo scelto per l’atterraggio, oltre che per la valenza scientifica, anche per le caratteristiche fisiche favorevoli tanto da essere noto tra gli addetti ai lavori come il più grande parcheggio di Marte. La regione vulcanica, in prossimità dell’equatore, sembra essere ancora geologicamente attiva e rappresenta il luogo ideale per studiare il mantello e il sottosuolo marziano. InSight sarà in ‘servizio’ per 728 giorni terrestri e studierà crosta, mantello e nucleo del Pianeta Rosso: lo farà grazie a una sonda di calore, per misurare l’energia proveniente dalle profondità, e un sismografo per rilevare le onde sismiche che sono generate da vulcanismo e fratture della crosta. Le onde sismiche permetteranno di mettere a punto una sorta di “radiografia” di Marte.

Il veicolo è accompagnato da due minisatelliti, i cubesat Mars Cube One (MarCO), i primi del loro genere ad effettuare una missione oltre l’orbita bassa. I due veicoli – lanciati con InSight ma indipendenti rispetto al lander – hanno lo scopo di testare la capacità di trasmettere, in tempo reale verso la Terra, i dati prodotti da InSight durante l’ingresso in atmosfera, la discesa e l’atterraggio.

InSight sbarca su Marte anche grazie alla tecnologia italiana

insight marte
Credit: NASA/JPL-Caltech

La missione parla anche italiano: a guidare la sonda per 150 milioni di km nello spazio è stato lo strumento Star Tracker, una bussola stellare prodotta da Leonardo a Campi Bisenzio. Si tratta di un sensore d’assetto programmato per stabilire la rotta calcolando 10 volte al secondo l’orientamento della sonda grazie al confronto dell’immagine della volta celeste con una mappa di circa 3mila stelle memorizzata al suo interno.

Tra gli altri strumenti Made in Italy di InSight c’è anche Larri, un microriflettore di ultima generazione sviluppato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) che fornirà la posizione accurata del lander durante l’esplorazione del pianeta. Un suo gemello sarà anche sul rover di ExoMars 2020.