Maltempo, Coldiretti: “Non c’è tregua in Veneto, delimitate le aree per la richiesta dello stato di calamità”

La gente dell’Altopiano di Asiago e delle montagne bellunesi hanno ancora sotto gli occhi l’intensita’ della devastazione, la furia del vento e quella dell’acqua che alla sede regionale di Coldiretti stanno arrivando già le prime segnalazioni per iniziare la conta dei danniLa gente dell’Altopiano di Asiago e delle montagne bellunesi hanno ancora sotto gli occhi l’intensita’ della devastazione, la furia del vento e quella dell’acqua che alla sede regionale di Coldiretti stanno arrivando già le prime segnalazioni per iniziare la conta dei danni. Una prima ricognizione sommaria evidenzia che i settori interessati sono l’ allevamento e pesca a causa di piogge, frane, esondazioni, mareggiate e acqua alta, interruzione del servizio elettrico e crollo di strade e infrastrutture.

“Per la stima complessiva – spiega Coldiretti Veneto – bisognerà attendere la fine dell’emergenza che purtroppo non si è ancora conclusa, considerando che le previsioni parlano di altra pioggia nei prossimi giorni. Intanto procedono dopo l’empasse i primi sopralluoghi dei tecnici regionali”.

“La varietà del territorio regionale richiede un presidio territoriale permanente e mirato – commenta il presidente di Coldiretti Veneto Daniele Salvagno – un servizio che gli agricoltori svolgono contro l’abbandono delle aree marginali provvedendo alla cura dell’ambiente con le buone prassi agronomiche. Si tratta di riconoscere la differenza delle zone con le sue peculiarità, fragilità e anche ricchezze identitarie. Occorre intervenire secondo gli usi e le tradizioni nella manutenzione dei boschi, si chiama gestione ecosostenibile, non infierisce con l’equilibrio ambientale anzi rispetta una normale rigenerazione delle piante ed evita che si abbattano su strade, cavi elettrici e comunità”.

“La civiltà contadina ha tramandato scienza e cultura, trasmesso dignità ed eroicità la stessa che fa sistemare in fretta tutto per ripartire da capo. Ora, mentre si delimitano i perimetri e i luoghi delle avversità, c’è bisogno di liquidità ed è naturale chiedere l’anticipo delle misure agroambientali, spettanti e necessarie da subito in cassa. Serre scoperchiate, vigneti e campi allagati, ortaggi distrutti, foreste compromesse devono essere solo un ricordo per tutti gli agricoltori che hanno visto la tragedia in faccia”, conclude.