“Domani firmerò la richiesta di stato di emergenza nazionale. Gia’ ora, solo per la parte pubblica e senza considerare la costa, stimiamo danni per diversi milioni di euro. Una cifra importante che purtroppo sara’ destinata ad aumentare al termine della ricognizione subito avviata dall’Agenzia regionale di Protezione civile e ancora in corso”.
Lo annuncia il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, ricordando che l’attivazione “è una decisione necessaria che ci consentirà di dare copertura finanziaria agli interventi urgenti che abbiamo già disposto e a quelli ancora da eseguire, tenuto conto anche della prevedibile evoluzione meteorologica stagionale, e per attivare il censimento dei danni puntuale”.
“Chiederemo al Governo e al Parlamento – continua – di inserire l’Emilia-Romagna nei provvedimenti che saranno adottati in ambito nazionale per questa ondata di Maltempo, soprattutto per quanto riguarda i danni al settore privato, alle attivita’ produttive, agricole e dell’acquacoltura“.
Il Maltempo in regione ha colpito soprattutto le aree collinari e montane centro-occidentali e la costa. Le piogge nei territori di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena – 400-500 mm con picchi di 200 mm in poche ore sul fiume Taro – hanno provocato esondazioni di torrenti minori, con danni alle opere idrauliche, alla viabilita’ comunale e provinciale.
Il vento, con raffiche fino a 140 chilometri orari, ad esempio nel Comune di Bobbio, nel Piacentino, ha causato danni a edifici pubblici, scuole, a numerose case, ad attivita’ produttive e soprattutto al comparto agricolo e zootecnico. Anche sul resto del territorio regionale sono caduti alberi e sono state danneggiate le attivita’ agricole. Nelle aree colpite si sono registrate interruzioni anche prolungate dell’energia elettrica per migliaia di utenze, ora completamente ripristinate.
Il vento e la mareggiata hanno inoltre provocato danni al sistema di difesa della costa, alle strutture produttive e, in particolare, al settore produttivo dell’acquacoltura. Inoltre, la piena in corso del fiume Po e le piene dei corsi d’acqua che sfociano nell’Adriatico settentrionale stanno trasportando notevoli quantita’ di materiale in mare, con conseguenti prevedibili rilevanti spiaggiamenti sulle coste e la necessita’ di recupero e smaltimento da parte dei Comuni.


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