Maltempo Liguria, mareggiata a Rapallo: molti equipaggi yacht a terra, super gru al lavoro

Situazione ancora critica in Liguria, in seguito al maltempo che ha causato una strage di yacht e di imbarcazioni piccole medie, alcune anche da pesca, dopo una violenta mareggiata. Il problema crea preoccupazione per il lavoro diretto e l’indotto a Rapallo, dove molti equipaggi delle imbarcazioni affondate rischiano di perdere il lavoro. Molte attività commerciali e tanti servizi a Rapallo e nella vicina Santa Margherita sono inoltre legati a doppio filo alla presenza degli yacht milionari.

Al momento non abbiamo una fotografia precisa della situazione – dice Oscar Borghini, presidente di Amadi, l’ associazione marittimi da diporto – ma sappiamo che tanti equipaggi sono già senza lavoro. Ogni barca ha da uno a quattro lavoratori, molte di quelle danneggiate hanno già gli equipaggi a terra. Come Amadi stiamo pensando di aprire una sottoscrizione per aiutare questi marittimi. E’ poi c’è un grande interrogativo: dopo quello che è  successo un armatore riporterebbe la barca a Rapallo

Una super gru alta 60 metri è al lavoro per la rimozione degli yacht e delle imbarcazioni affondate o spiaggiate nel golfo di Rapallo a causa della potente mareggiata del 29 ottobre scorso. Delle 337 barche presenti nel porto turistico Carlo Riva devastato dalla mareggiata che ha abbattuto la diga e danneggiato anche altri tratti della costa ligure, 138 sono rimaste in galleggiamento, 111 sono affondate, 34 sono finite sugli scogli o sulla spiaggia, 52 sono introvabili e si presume siano affondate.

Al momento ne sono state recuperate 120, quelle piu’ facili da spostare. Per molte imbarcazioni le operazioni sono complesse. Serviranno molte settimane per completare l’opera. Il lavoro al porto privato di Rapallo è frenetico, sia per adempiere agli aspetti burocratici sia per quelli pratici. Da ieri la super gru si affianca ai mezzi già presenti e operativi ed è già stata impiegata per rimuovere alcuni dei più’grandi yacht.

La normativa dice che la rimozione spetta al proprietario. Spiega il Comandante del Circomare Antonello Piras: “Ai proprietari sono stati inviati provvedimenti di diffida perché le loro unità rappresentano un pericolo per la sicurezza; la normativa, però, non dà dei giorni precisi ma dice che devono rimuovere le imbarcazioni nel minor tempo possibile”.

“Per agevolare le operazioni – prosegue Piras – ho preparato un’ordinanza che disciplina le operazioni di rimozione. Una porzione di banchina sara’ destinata ai controlli per cui tutti i natanti rimossi dovranno essere portati li’ e verificati: quelli che possono galleggiare saranno trainati, gli altri saranno trasferiti sul pontone o su camion“. Nelle acque del Tigullio da domani sara’ presente anche un pattugliatore d’Altura della Guardia Costiera con funzioni di Protezione Civile, una nave da 60 metri gia’ impiegata tra le altre nelle operazioni nello stretto di Sicilia.