Sclerosi multipla: positivi risultati dal trattamento endovascolare della CCSVI

E’ stato pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Biomedical Imaging and Bioengineering uno studio intitolato “Catheter based treatment of the chronic cerebrospinal insufficiency in patients with multiple sclerosis, a single center experience” (Trattamento basato sul catetere dell’insufficienza cronica cerebrospinale in pazienti con sclerosi multipla, esperienza di un singolo centro).

Secondo alcuni ricercatori messicani, la sclerosi multipla è una malattia neurologica cronica che si manifesta clinicamente in molti modi, causando diversi gradi di disabilità. Questa malattia è stata affrontata per anni come il risultato di una malattia autoimmune che causa la demielinizzazione con eziologia multifattoriale che coinvolge fattori genetici ed ambientali su tre forme di comportamento clinico di base: recidivante-remittente, secondariamente progressiva e primariamente progressiva. Le descrizioni classiche del diciannovesimo secolo consideravano la possibilità di una connessione vascolare, dovuta alla costante presenza di vasi sanguigni nel centro delle lesioni istopatologiche. I ricercatori contemporanei hanno successivamente enfatizzato questo concetto, basato sulla presenza di elementi del sangue che circondano un’area vascolare nella lesione caratteristica; questi elementi includono ferro e cellule ematiche, suggerendo un danno alla barriera emato-encefalica. Recentemente Paolo Zamboni ha descritto i risultati di un flusso venoso cerebrale su pazienti con “sclerosi multipla”, ottenuti mediante ecografia ed angiografia invasiva che mostravano anormalità da ostruzione delle vene giugulari interne ed azygos. In quella pubblicazione, ha trattato sessantacinque pazienti con sclerosi multipla dei tre tipi con angioplastica a palloncino nella stenosi delle vene giugulari interne ed azygos. Ha dimostrato una riduzione della progressione della malattia contando le lesioni alla risonanza magnetica, il miglioramento dello stato funzionale e la qualità di vita.

Vengono quindi presentati dagli autori i dati dei loro primi 390 pazienti con sclerosi multipla; tutti hanno ricevuto una valutazione neurologica prima e dopo il trattamento, sulla base della scala della disabilità (EDSS: Expanded Disability Status Scale), della scala MSFC (Multiple Sclerosis Functional Composite) e della valutazione otoneurologica, pre e post trattamento.

Questa esperienza ha mostrato un’età media di 51 ± 11 anni, il 68,4% era di sesso femminile; Il 29,9% presentava una forma recidivante-remittente, il 24,1% primaria progressiva ed il 46% secondaria progressiva; la giugulare sinistra è stata trattata nel 93,5%, quella destra nel 96,4% e l’azygos nel 20,4%. Il miglioramento clinico obiettivo è stato osservato nel 91,2% dei pazienti (scala EDSS pre e post- 5,46 vs 5,06), scala MSFC (0,07 vs 0,15), instabilità (60 vs 2%), ipoacusia (31,8 vs 16,1%) e tinnito (35 vs 5,5%); tutti hanno mostrato significatività statistica (p <0,01). Sono stati impiantati quattordici stent autoespandibili per migliorare i risultati. Il tasso di complicanze gravi era dell’1,4%, compresa la trombosi delle vene giugulari o azygos, lo pseudoaneurisma dell’arteria femorale e la rottura del palloncino, nessuno di questi ha causato un peggioramento neurologico.

Secondo gli autori, sulla base di vecchie pubblicazioni e delle caratteristiche istopatologiche, è probabile l’origine vascolare della sclerosi multipla, con evidenza di congestione venosa dovuta ad ostruzione meccanica delle vene giugulari interne ed azygos; la recente dimostrazione del flusso ritardato in queste vene, l’insufficienza venosa cronica cerebrospinale, supporta questa probabilità. La pubblicazione di Paolo Zamboni ha dimostrato il miglioramento dei primi pazienti mai trattati con angioplastica come dimostrato in questa esperienza, con una percentuale minima di complicanze che può anche diminuire con il progredire della curva di apprendimento. Questo concetto apre un nuovo approccio terapeutico per i pazienti con sclerosi multipla.

Fonte: http://www.alliedacademies.org/abstract/catheter-based-treatment-of-the-chronic-cerebrospinal-insufficiency-inrnpatients-with-multiple-sclerosis-a-single-center-experienc-10786.html