Agricoltura, Coldiretti Puglia: “2018 da dimenticare, produzione lorda a -11%”

E’ stato un 2018 da dimenticare per l’agricoltura pugliese, a causa principalmente del maltempo che non ha risparmiato nessuna delle 6 province pugliesi, determinando la diminuzione della produzione lorda vendibile dell’11%. E’ il bilancio dell’annata agraria 2018, presentato dai vertici di Coldiretti regionale. ”Abbiamo perso 417 milioni di euro di Plv per la riduzione della produzione del 13 per cento”, in termini di quintali, denuncia il presidente regionale dell’organizzazione Savino Muraglia.

A pagare in misura maggiore gli effetti del clima pazzo sono stati i comparti olivicolo, della frutta e degli ortaggi. “Non  solo la tropicalizzazione del clima, però, anche speculazioni sui prezzi all’origine, a causa delle importazioni dall’estero ”come per l’agrumicoltura – incalza – per cui in soli 2 mesi il Marocco ha esportato in Italia 170mila tonnellate di clementine, per non parlare delle triangolazioni che avvengono attraverso la Spagna, per far diventare il prodotto comunitario. I prezzi delle clementine tarantine sono ridotti ai minimi termini, solo 35 centesimi per il prodotto già raccolto che scendono fino a 15 centesimi per l’acquisto in blocco in campo”.

”L’annata agraria 2018 poteva andare anche peggio, se non fosse per l’andamento discretamente positivo del comparto lattiero-caseario”, ha precisato il direttore regionale, Angelo Corsetti. ”Siamo intervenuti tempestivamente all’inizio dell’anno, alle prime segnalazioni dei nostri soci che i caseifici in maniera unilaterale avevano deciso di abbassare il prezzo del latte – spiega – e abbiamo siglato l’accordo di filiera con Deliziosa, a cui oggi stanno aderendo altri caseifici, che di fatto ha orientato e stabilizzato il mercato, grazie ad un accordo che detta regole precise, a partire dagli iniziali 300 quintali al giorno di latte conferiti, con un prezzo che garantisce i costi di produzione, secondo le rilevazioni di Ismea.

Si è iniziato così a mettere uno stop alle continue fluttuazioni di mercato – conclude il direttore Corsetti – dovute a manovre speculative e a frequenti decisioni unilaterali da parte dei caseifici di sospendere il ritiro del latte anche per 15 giorni. Dalle frontiere italiane passano mediamente 79.496 tonnellate di latte, ‘latte equivalente’ tra cisterne, semilavorati, formaggi, cagliate e polveri di caseina, per essere imbustati o trasformati industrialmente”.

Bene il comparto delle leguminose, meno per i prezzi quello cerealicolo, dove però sta riscuotendo molto successo in Puglia la coltivazione di grani antichi, come il ‘Cappelli’, che nella campagna 2017-2018 ha quintuplicato le superfici coltivate, passando dai 1000 ettari del 2017 ai 5000 attuali, trainato dal crescente interesse per la pasta 100% italiana e di qualità, grazie al lavoro di selezione e promozione di Sis. Nel contesto di promozione del comparto cerealicolo, è stato siglato il più grande accordo sul grano biologico mai realizzato al mondo per quantitativi e superfici coinvolte tra Coldiretti, Consorzi agrari d’Italia, Fdai (Firmato dagli agricoltori italiani) e il Gruppo Casillo, la più grande trading company italiana del grano duro, che prevede la fornitura di 300 milioni di chili di grano duro biologico destinato alla pasta e 300 milioni di chili di grano tenero all’anno per la panificazione per tre anni, con la possibilità di una proroga per altri due, per un totale di 5 anni.