L’accordo sul clima di Katowice “e’ un sollievo: i paesi riconoscono la necessita’ di una collaborazione globale per affrontare la crisi climatica globale” e l’Accordo di Parigi “e’ vivo e vegeto, nonostante l’aumento del populismo e del nazionalismo” ma “la mia piu’ grande preoccupazione” e’ che la Cop24 “non abbia allineato le ambizioni con la scienza, perche’ non e’ chiarito che le emissioni globali dei combustibili fossili devono essere dimezzate entro il 2030 per rimanere in linea con il rapporto Ipcc” che indica l’assoluta necessita’ di contenere l’aumento medio della temperatura globale entro 1,5 gradi centigradi rispetto al periodo preindustriale. Cosi’ Johan Rockstroem, direttore designato del Potsdam Institute for Climate Impact Research, una delle massime istituzioni in campo climatico.
“Continuiamo a seguire un percorso pericoloso che ci portera’ in un mondo a 3-4 gradi piu’ caldo entro questo secolo. Gli eventi meteorologici estremi hanno gia’ colpito persone in tutto il pianeta, con un solo grado di riscaldamento globale. Soprattutto gli Stati Uniti sono una vittima duramente colpita, una nazione che ha svolto un ruolo sfortunato al vertice sul clima, che gia’ soffre e soffrira’ ancora di piu’ in futuro per l’aumento delle siccita’ regionali e degli uragani”.


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