Dall’inquinamento del suolo con l’abbandono dei rifiuti ai rifiuti di plastica nell’oceano ai combustibili fossili che emettono particelle e vapori tossici nell’aria, la maggior parte delle persone è consapevole che le nostre azioni quotidiane possono influenzare il pianeta sotto forma di inquinamento. Tuttavia, molti potrebbero non sapere che stanno regolarmente contribuendo ad un altro tipo di impatto ambientale: l’inquinamento digitale.
“La digitalizzazione della nostra cultura produce effetti esterni negativi sull’ambiente. La produzione, l’uso e lo smaltimento dei nostri dispositivi creano una maggior domanda di energia, producono rifiuti tossici e contribuiscono all’inquinamento atmosferico”, ha dichiarato Robert Godes, fondatore e presidente di Brillouin Energy Corporation. Ogni volta che utilizziamo computer e smartphone, per esempio, lasciamo dietro un importante impatto ambientale dal momento in cui compriamo i nostri dispositivi a quello in cui li sostituiamo con modelli più nuovi. Lo scorso anno, il Guardian ha riportato che miliardi di dispositivi connessi ad internet potrebbero produrre il 3,5% delle emissioni globali entro 10 anni e che questa percentuale potrebbe salire fino al 14% entro il 2040.
“Ogni volta che si eseguono semplici azioni quotidiane, come navigare in rete, inviare o ricevere messaggi, utilizzare un’app sul cellulare, salvare un file su un server online o fare una ricerca su Google, i dati vengono trasferiti dal dispositivo al server che il sito web, l’app o il software ospitano”, ha spiegato Ben Clifford, direttore di Erjjio Studios Limited, un’azienda di Londra per lo sviluppo e la creazione di siti web. Già solo attivare internet consuma una grande quantità di elettricità attraverso la sua generazione nelle centrali elettriche, creando almeno il 2% delle emissioni di carbonio globali, si legge sul sito web di Erjjio Studio. “La quantità di dati trasferiti e conservati in tutto il mondo attraverso internet sta crescendo ad una velocità esponenziale. Le emissioni di carbonio del settore della tecnologia delle comunicazioni e dell’informazione sono già quasi equivalenti a quelle dell’industria aeronautica mondiale, ma si prevede che continuino ad aumentare velocemente”, ha aggiunto Clifford.
Gli esperti di Digital for the Planet, un progetto di Google Earth per lo sviluppo della sostenibilità digitale, sostengono che l’inquinamento digitale può essere attribuito a 3 fonti: produzione, pratiche e rifiuti/riciclo elettronici. Nel 2015, i 710 milioni di dispositivi elettronici prodotti sono stati realizzati con metalli rari che riducono le risorse non rinnovabili. Questi dispositivi hanno anche generato 1,5 milioni di tonnellate di rifiuti, equivalenti a 166 volte la Torre Eiffel, secondo Digital for the Planet. Inoltre, l’intero processo di produzione di uno smartphone, dall’approvvigionamento delle materie all’assemblaggio, include oltre l’80% degli impatti ambientali. “I minerali e i preziosi metalli contenuti nei dispositivi elettronici possono essere tossici per i produttori, se in contatto con rifiuti, e per l’ambiente. Alcuni componenti come il cromo ora sono vietati a causa della loro tossicità”, fanno sapere da Digital for the Planet. Che aggiunge le seguenti statistiche: la digitalizzazione rappresenta il 16% del consumo di elettricità, che aumenta dell’8,5% ogni anno.
“Gradualmente, alcuni centri dati stanno iniziando a impegnarsi nell’utilizzare elettricità prodotta da energia 100% rinnovabile, ma è una strada lunga e non sembra essere una questione ampiamente conosciuta o compresa dall’opinione pubblica”, conclude Clifford, la cui azienda ha il compito di educare il pubblico su questo argomento e di offrire soluzioni.
Come possiamo ridurre la nostra “impronta digitale”?
Digital for the Planet consiglia i seguenti passi per contribuire a ridurre gli impatti digitali sull’ambiente:
Cancellare e annullare l’iscrizione a spam e newsletter indesiderate: un’email aggiunge circa 20g di anidride carbonica nell’atmosfera.- Cancellare le app non utilizzate: in media, una persona ha 70 app sul proprio cellulare, la maggior parte delle quali inutilizzate.
- Chiudere ogni finestra di navigazione che non viene utilizzata.
- Scollegare il cellulare quando la carica è completa: carica il cellulare oltre il tempo necessario consuma molta più energia.
- Quando si acquista un nuovo cellulare, optare per uno schermo più piccolo: gli schermi più piccoli, infatti, consumano meno energia.


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