“Nove italiani si dieci (91%) trovano a tavola gli avanzi di cenoni e pranzi di Natale che vengono riutilizzati in cucina anche per una crescente sensibilità verso la riduzione degli sprechi per motivi economici, etici e ambientali”. E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixe’ divulgata nel giorno di Santo Stefano dalla quale si evidenzia che “solo nel 7% delle famiglie non avanza niente mentre il 2% dona in beneficenza e nessuno dichiara di buttare gli avanzi nel bidone”.
Secondo la Coldiretti ammonta ad “almeno mezzo miliardo il valore di cibi e bevande preparati e non consumati sulle tavole degli Italiani a Natale”. Ma l’associazione agricola fornisce anche qualche suggerimento su come trattare gli avanzi: “polpette o polpettoni a base di carne o tartare di pesce sono una ottima soluzione per recuperare il cibo del giorno prima, ma anche le frittate possono dare un gusto nuovo ai piatti di verdura o di pasta, senza dimenticare la ratatouille.
La frutta secca in piu’ puo’ essere facilmente caramellata per diventare un ottimo ‘torrone’, mentre con quella fresca si ottengono pasticciate, marmellate o macedonie. E per dare un nuovo sapore ai dolci piu’ tradizionali, come il pandoro o il panettone, si ricorre spesso alla farcitura con creme”. Recuperare il cibo e’ una scelta che “fa bene all’economia e all’ambiente anche con una minore produzione di rifiuti”. Per il tradizionale appuntamento del Natale con la tavola “sono stati spesi- conclude la Coldiretti- 2,4 miliardi, il 4% in meno rispetto allo scorso anno” con il “record di una media di 3,6 ore trascorse in cucina per la preparazione dei piatti”.


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