Natale, olio campione: al top Abruzzo, Campania e Calabria

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Manca poco all’inizio dellacena della Vigilia che sancirà l’inizio dei festeggiamenti del Natale edi Capodanno e i vari menù sono pressoché decisi. Saranno tanti e diversi ipiatti della cucina italiana che verranno portati a tavola a base di pesce,carne o verdura, tutti naturalmente accompagnati da un buon olio extravergined’oliva. Il cosiddetto ‘oro verde’ sarà un partnerimprescindibile di cenoni e pranzi delle festività.

Secondo le stime fornite daOleificio Zucchi (leader nella produzione di oli da oliva e di semi con oltre200 anni di attività), basate sull’analisi degli ultimi dati Nielsen relativi alle campagne olearie2017 e 2018, circa 7 milioni di famiglieitaliane acquisteranno olio d’oliva in occasione di questo Natale.Inoltre, dicembre è il mese in cui si consuma più del 20% dell’olioextravergine consumato durante tutto l’anno, trend in continua crescitanegli ultimi anni.

È lo stesso Giovanni Zucchi, Vicepresidente di Oleificio Zucchi,a illustrarci il trend in aumento previsto per questo periodo particolare:“Per le prossime festività, come in occasione di tutte le festecomandate, prevediamo un aumento dei consumi perché le occasioni diconvivialità e quindi di incontrarsi con amici e parenti attorno alla tavolafaranno aumentare l’utilizzo di olio extravergine di oliva, che è ilcondimento alimentare più amato dagli italiani. Ci attendiamo largo consumo diquesto alimento imprescindibile, nell’abbinamento con i piatti tipici delperiodo natalizio ma non solo”. Infatti, come prosegue Zucchi,l’olio d’oliva è un prodotto talmente trasversale e universale dapotersi abbinare anche a cibi una volta ritenuti inaccessibili: “I piùcoraggiosi lo proveranno anche con i dolci. Da poco ho assaggiato unameravigliosa Bavarese di mele e vaniglia e un cioccolato all’arancia,tutti rigorosamente con olio extravergine di oliva!”

Eccoinvece quali sono i piatti tipici regionali delle Feste, che meglio si abbinanoad un olio extravergine di oliva, che quest’anni gli italiani vorrebberosperimentare,  secondo un sondaggio distribuito fra oltre 1000 italianifra i 18 e i 60 anni.

 

  1. ABRUZZO con la “Zuppa di castagne e ceci”.   33%
  2.  CALABRIA con le “Scillatelle (o fileya) con ragù di maiale”.32%

      3.BASILICATA con il “Baccalá lessocon peperoni cruschi” (seccati al sole e calati per pochi secondinell’olio d’oliva bollente). 30%%

  1. CAMPANIA con il“Cappone imbottito e insalata di rinforzo” (cavolfiore, sottacetimisti, peperoni detti papacelle olive di Gaeta e acciughe salate) accompagnatodalle immancabili friselle (crostini di pane circolari) e dai broccoli conaglio e peperoncino. 29%
  2. EMILIA ROMAGNA sui“Passatelli in brodo” ma anche sul “cotechino diModena”. 28%
  3. FRIULI VENEZIA GIULIA per condire la “Brovada e muset (zuppa di rape e cotechino)con polenta”. 27%
  4. LAZIO per accompagnare ilclassicissimo “Abbacchio al forno con patate”.  25%
  5. LIGURIA per condire i“Ravioli alla genovese” (ripieno di vitello, animelle, uova, erbe,pangrattato e parmigiano), oppure il “cappon magro” (piatto fattoesclusivamente di verdure o di pesce). 23%
  6. LOMBARDIA sul“Consumè di cappone in gelatina”, oppure per condire i“casoncelli in brodo”. 22%
  7. MARCHE percondire i “Maccheroncini di Campofilone in sugo”.  20%
  8. MOLISE sul“baccalá arracanato” ( mollica di pane aglio prezzemolo origano uvapassa pinoli e noci). 18%
  9. PIEMONTE per il “Bue bollito di Carrù e Moncalvo con peperoni inbagna cauda” (salsa a base di olio, aglio e acciughe). 16%
  10. PUGLIA sull“Agnello al forno con lambascioni” (cipolline dal gusto amarognoloche si trovano sottoterra, allo stato selvatico).15%
  11. SARDEGNA per il tradizionale “porcetto al mirto”. 14 %
  12. SICILIA sulla “pasta con le sarde e sarde a beccafico”(ripiene di mollica, pinoli, bucce di arance, foglie di alloro e uva passa).13%
  13. TOSCANA sull “Arrosto di faraona” ma anche sui“fegatelli e tordi con insalata”. 12%
  14. TRENTINO ALTO ADIGE sia sui “Canederli” (polpettine di pane raffermo,speck, pancetta e salame, farina, uova, latte e brodo condite con spinaci,funghi o fegato di vitello), sia sugli “Strangolapreti” (gnocchettidi pane, latte uova e foglie di coste). 11%
  15. UMBRIA per il“Cappelletti ripieni di cappone e piccione”. 10%
  16. VALLE D’AOSTA sulla “Carbonata Valdostana con polenta” (sottilistriscie di carne macerate nel vino rosso con aromi). 9%
  17. VENETO sulclassicissimo “Lesso di manzo «al cren» (salsa di rafano) con contorno dipurè di patate”. 7%

 

Per gustare al meglio i piatti e isapori tipici del periodo delle Feste, da Zucchi arriva un altro preziosoconsiglio: “Gli chef casalinghidovrebbero provare lo stesso piatto con due extravergine con profumi e saporidiversi. Le carni insaporite con un olio extravergine che hauna sfumatura di mandorla e un altro con un profumo di pomodoro sono dueesperienze profondamente uniche e differenti. L’olio extravergine di oliva è un prodotto eccezionale e il suogusto straordinario lo rende la scelta migliore per condire, cucinare econservare il cibo. Ci auguriamo quindi che gli italiani lovalorizzino anche nella cucina delle festività natalizie, assaggiando olidiversi e sperimentando nuovi accostamenti. Sarebbe meraviglioso che in ognicucina ci potessero essere almeno tre oli extravergine diversi”. E qualemomento migliore, per assaggiare nuovi oli, se non la sacra ricorrenza delNatale: “L’oro verde sarà il protagonista di molti piacevoli regalitra amici e parenti. In molte case le festività saranno quindil’occasione giusta per portare in tavola gli oli freschi di raccolto dacondividere insieme”, chiosa Giovanni Zucchi.