Spazio: due robot a bordo della missione cinese diretta sulla Luna ‘oscura’

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Sono due i due mezzi robotici protagonisti della missione -un lander e un rover- Chang’e-4 appena lanciata dalla Cina e diretta verso il ‘lato oscuro’ della luna, il lato non visibile dalla Terra. Dopo il lancio, avvenuto dal centro spaziale di Xichang, nel sud ovest della Cina, i due mezzi robotici dovrebbero raggiungere la Luna dopo 27 giorni di viaggio per poi posarsi nel cratere Von Karman, all’interno del bacino Polo Sud-Aitken, per studiarne superficie e sottosuolo.

“L’obiettivo è far luce sull’evoluzione della Luna e tentare la coltivazione di piante in vista di una futura base lunare” sottolinea l’Istituto Nazionale di Astrofisica su media.inaf.it Entrambi i mezzi robotici, spiega l’Inaf, sono ‘eredi’ della precedente missione cinese Chang’e-3, che esattamente cinque anni fa ha portato sulla Luna un lander e un rover chiamato YuTu, che è stato il primo rover lunare cinese e il primo veicolo spaziale ad allunare dai tempi della missione sovietica Luna 24 nel 1976. In preparazione della nuova missione Chang’e-4, lo scorso maggio i cinesi hanno lanciato il satellite Queqiao, posizionandolo in orbita per garantire comunicazioni stabili con il lander Chang’e-4.

L’Istituto Nazionale di Astrofisica Gli obiettivi scientifici, ricorda, della missione sono stati descritti in uno studio pubblicato poche settimane fa sulla rivista Planetary and Space Science dal gruppo di Yingzhuo Jia, dell’Università dell’Accademia delle scienze cinese a Pechino. Secondo quanto riporta il documento, la missione Chang’e-4 eseguirà uno studio radio-astronomico a bassa frequenza della superficie lunare ed esplorerà la faccia nascosta della Luna nel campo d’azione del rover, studiandone la topografia e la composizione mineralogica.

A bordo della missione ci sarà anche tanta tecnologia europea, con strumenti realizzati da Germania, Svezia e Paesi Bassi. Secondo una notizia diffusa in primavera dall’agenzia di stampa cinese Xinhua, Chang’e-4 porterà sulla Luna anche una mini ‘biosfera’ con semi di patata e Arabidopsis, una pianta da fiore e uova del baco da seta, per testarne la coltivazione attraverso un esperimento biologico progettato da 28 università cinesi.