Spazio, cooperazione strategica tra Italia e Cina: grandi progetti nel futuro del nostro Paese

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“La cooperazione” in corso “sulla stazione orbitale cinese è stata avviata già in passato fa dall’allora presidente dell’Asi (Agenzia spaziale italiana) che aveva chiesto ai ministeri competenti di garantire la copertura economica tra il Mise (170 milioni di euro) e il ministero della Ricerca (130 milioni)”. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega al settore aerospaziale, Giancarlo Giorgetti, nel corso di un’audizione alla Camera.

Giorgetti ha inoltre anticipato che la “stazione cinese diventerà operativa nel 2024” e che si tratta di “un progetto strategico per il coinvolgimento di 18 aziende italiane” e che avvalora “il primato italiano nella costruzione di moduli abitativi per le stazioni spaziali”. “Nessun paese puo’ vantare oggi un cosi’ forte rapporto di cooperazione in ambito spaziale con la Cina”, ha sottolineato il sottosegretario che ha poi sottolineato come siano state fatte tutte le valutazioni necessarie “per prevenire il rischio del trasferimento tecnologico non autorizzato“.

Il “settore spaziale italiano può trasformarsi in uno dei motori propulsori” del Paese e “l’Italia ha una delle poche filiere di prodotto completa” tra cui “servizi di lancio” suoi “centri di ricezione dati a Terra”, spiega Giancarlo Giorgetti.

Il Governo italiano ha dato il via libera ad uno stanziamento di oltre 600 milioni di euro per “la seconda generazione di satelliti del sistema Cosmo SkyMed, per il 3 e 4° satellite” di cui “395 milioni di euro dal Miur e 212 milioni di euro dal Mise”.

La costellazione duale, civile e militare, di Cosmo SkyMed “ha attualmente quattro satelliti in orbita ma due sono obsoleti e dovranno essere sostituiti” ha aggiunto Giorgetti. “Vicende come la tragedia del Ponte di Genova potrebbero essere prevenute” con l’uso di sistemi satellitari di Osservazione della Terra come Cosmo SkyMed utilizzando questi satelliti “sia sul piano della prevenzione” che sul piano “del monitoraggio delle infrastrutture”. “Con la nuova costellazione Cosmo SkyMed individueremo le infrastrutture critiche da monitorare” ha aggiunto.

L’Italia “porterà avanti i suoi programmi spaziali anche in sede europea con Ue e Esa. Certamente c’è il bilancio europeo che per il settore spaziale dovrebbe essere adeguatamente valorizzato” ma se “noi ci assumiamo e rivendichiamo l’impegno degli extra costi sul Vega C, ugualmente dovrà avvenire per i francesi sull’uscita da Ariane 5“.