Hiv: poco meno di 100 diagnosi tra bimbi e ragazzi nel 2017

Sono state poco meno di un centinaio le nuove diagnosi di infezione da Hiv tra i minorenni nell’ultimo anno preso come riferimento dal bollettino Coa, Centro Operativo Aids, dell’Istituto Superiore di Sanita’, il 2017. In totale sono state 3440, di cui 77 tra i 15 e 19 anni (46 maschi e 31 femmine), 10 in bimbi tra gli zero e i due anni e 4 in bimbi e ragazzi tra i 3 e i 14 anni. A evidenziarlo il professor Massimo Galli, presidente della Simit, Societa’ italiana di malattie infettive e tropicali.

“Se si considerano i 20-24enni che sono maggiorenni e possono fare il test autonomamente – specifica Galli – abbiamo dei numeri decisamente piu’ consistenti. Complessivamente 330 le persone diagnosticate con Hiv. Hanno avuto modo, scelto, sono potuti venire a fare il test. La domanda e’ quanti ce ne sono che hanno rinunciato e scelto di non farlo perche’ non erano in condizioni di poterlo fare liberamente o pensavano di dover per forza venire accompagnati dai genitori”.

“Non importa – prosegue l’esperto – quanto possa esteso il sommerso, importa che ci sia la possibilita’ per un minorenne che sia comunque in classe di eta’ che gli consenta il diritto dell’esercizio della sua sessualita’ e che ritenga di aver avuto un rapporto a rischio, di poter venire a fare il test senza dover passare dall’autorizzazione dei genitori. Quella di considerare un iter che potesse poteva permettere l’accesso al test di giovani non maggiorenni senza autorizzazione e’ una cosa che abbiamo fortemente richiesto sia come infettologi che come componenti del precedente Comitato tecnico scientifico del ministero della Salute nella sezione specifica per Hiv e Aids , sono certo che sia una posizione altamente condivisa”.

“Trattandosi in diversi casi di giovani maschi che fanno sesso con maschi anche se non solo- aggiunge- nel dubbio di essersi infettati, non avendo ancora avuto la possibilita’ o scelto di parlare in famiglia della propria problematica dovevano avere la possibilita’ ai fini diagnostici di poter avere al test senza passare da questo tipo di autorizzazione”.