“L’ictus si può curare e, nell’80% dei casi si può evitare. Informati, la prevenzione comincia da te”, si legge così sul portale indovinalictus, creato all’interno del progetto “Indovina l’Ictus. Osserva, Riconosci, Intervieni”, una campagna di informazione appena lanciata da A.L.I.Ce. Italia Onlus e Medtronic.
Perché per vincere una battaglia bisogna innanzitutto conoscere l’avversario che si ha di fronte. Ecco di seguito alcune informazioni che è necessario sapere per riconoscere in tempo l’ictus e agire tempestivamente.
Cause e prevenzione
“È fondamentale, in modo particolare per i pazienti a rischio e per quelli che abbiano già presentato dei sintomi, seguire alcune regole preventive di base, legate all’adozione di uno stile di vita e una dieta sana, accompagnate da attività fisica, dalla limitazione di alcolici e dall’astensione dal fumo.
Tra le cause principali di ictus celebrale compaiono l’ipertensione arteriosa, il diabete e la presenza di cardiopatie, prima tra tutte la Fibrillazione Atriale. A volte questo disturbo è asintomatico e molti soggetti non sanno di esserne affetti.”
Sintomi e campanelli d’allarme
“I sintomi legati all’ictus sono diversi e dipendono dalla zona di cervello interessata. Un ictus che colpisce un lato del cervello provoca difficoltà nella parte opposta del corpo.
I sintomi improvvisi che devono mettere in allarme il soggetto sono:
- Avere la bocca storta;
- Rendersi conto di perdere la forza e di non essere capaci di muovere del tutto o in parte un braccio o entrambi gli arti di uno stesso lato del corpo;
- Non riuscire a parlare o a esprimersi o a comprendere quello che viene detto dagli altri;
- Non riuscire a vedere bene in tutto o metà del campo visivo;
- Non essere in grado di coordinare i movimenti o stare in equilibrio;
- Essere colpito da un violento mal di testa, diverso dal solito;
Se si ha uno di questi sintomi bisogna chiamare subito il 112: ogni momento perso è un neurone perso e un pezzetto del nostro cervello che muore!”
L’importanza del fattore tempo
“In caso di ictus, agire tempestivamente è fondamentale per evitare o limitare i danni. Bisogna chiamare immediatamente il 118, descrivere i sintomi, e prendere nota dell’ora esatta di inizio dell’episodio. Quest’ultimo punto è decisivo, in quanto permette agli operatori sanitari di determinare il tempo entro il quale l’intervento può essere efficacie sul paziente, generalmente compreso tra le 4 e le 6 ore.
Tra le opzioni di trattamento figura la terapia trombolitica con farmaci, che deve essere somministrata entro 4 ore e mezza dall’inizio dei sintomi nel caso in cui l’episodio abbia interessato vasi piccoli o medi viene somministrata una terapia farmacologica.Quando invece sono i vasi di grandi dimensioni ad essere stati coinvolti, le Unità Ictus hanno massimo 6 ore di tempo per intervenire con tecniche come la trombectomia meccanica, che prevede l’utilizzo di uno stent retriever che ristabilisce la pervietà dell’arteria occlusa.”
La conoscenza come mezzo di prevenzione
“È fondamentale diffondere la cultura della prevenzione sia primaria che secondaria e insistere sul ruolo chiave del fattore tempo”, spiega Nicoletta Reale, Presidente di A.L.I.Ce. Italia Onlus. “L’ictus cerebrale, definito come ‘l’epidemia del XXI secolo’, può essere evitato nell’80% dei casi attraverso il riconoscimento e il trattamento dei principali fattori di rischio quali fibrillazione atriale, ipertensione arteriosa, obesità, diabete, fumo, alimentazione non corretta, scarsa attività fisica”.


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