Grazie anche alle favorevoli condizioni meteorologiche, nel corso del 2018, in Alto Adige, la qualità dell’aria è leggermente migliorata rispetto all’anno precedente.
Nonostante un leggero calo delle concentrazioni, rimane la criticità rispetto alle elevate concentrazioni di biossido di azoto NO2, in corrispondenza di zone esposte al traffico, fonte principale di queste emissioni.
Questa la sintesi delle rilevazioni fatta dall’assessore provinciale all’ambiente, Giuliano Vettorato, e dal direttore del Laboratorio analisi aria e radioprotezione dell’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima, Luca Verdi, che hanno presentati i dati sulla qualità dell’aria nello scorso anno al tavolo tecnico condotto per la prima volta dall’assessore Vettorato. Nella seduta, inoltre, sono stati approfonditi gli ultimi sviluppi e illustrate le situazioni che richiedono necessita’ di interventi.
In particolare, spiega una nota, “si conferma la necessità di intervenire a tutela della salute nell’ottica di una mobilità più sostenibile, secondo le indicazioni emanate nel piano NOx della Provincia”.
Qualche problema, benché in forma minore, è causato anche dalla cattiva combustione di piccoli impianti a legna con produzione di benzapirene, un idrocarburo policiclico aromatico che è componente tossico delle polveri sottili. In generale per le polveri sottili in Alto Adige non vi sono stati superamenti significativi. La situazione della qualità dell’aria è costantemente monitorata dall’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima e, in base ai dati rilevati, viene valutata assieme ai comuni più urbanizzati l’opportunità di adottare le misure più adeguate al fine di migliorarla.


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