Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha lamentato delle conclusioni “altamente insufficienti” sul clima al termine del summit Ue a Bruxelles.
“Oggi non rispondiamo con chiarezza né agli impegni presi a Parigi nel 2015, né alle sfide constatate sul piano scientifico dai migliori esperti, né alla legittima impazienza della nostra gioventù che manifesta ogni settimana nelle nostre capitali e altrove”, ha detto Macron in conferenza stampa. La lotta contro il cambiamento climatico era in agenda per stamattina nella riunione dei leader Ue a Bruxelles, ma le discussioni in merito non sono state molto lunghe dopo circa tre ore di dibattito sulle relazioni Ue-Cina e dopo una prima giornata di summit giovedì interamente dedicata alla Brexit.
Ciò che “abbiamo gloriosamente ottenuto su questo tema è di avere entro la fine del semestre un nuovo summit Ue in proposito”, ha ironizzato Macron, annunciando così che il clima sarà sul tavolo del summit di giugno. Nelle conclusioni adottate oggi, il Consiglio europeo usa un tono piuttosto neutro: “ribadisce il suo impegno per l’accordo di Parigi e riconosce la necessità di accelerare gli sforzi globali per contrastare il cambiamento climatico” e “sottolinea l’importanza per l’Ue di presentare una strategia di lungo termine ambiziosa da qui al 2020 che miri alla neutralità climatica, conformemente all’accordo di Parigi”.
Quanto alla Cina, nelle conclusioni si legge: “Il Consiglio europeo ha preparato il vertice UE-Cina che si terrà il 9 aprile 2019. Ha proceduto a uno scambio di opinioni sulle relazioni generali con la Cina nel contesto globale”.


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