Una risoluzione, approvata il 15 marzo a conclusione dell’incontro di UNEA-4 (il più importante organismo decisionale globale sull’ambiente) svoltosi a Nairobi a partire dall’11 marzo, che ha mancato di avviare il processo per la definizione di un trattato legalmente vincolante all’inquinamento marino da plastica, come richiesto dal WWF. Un risultato questo che si è avuto nonostante un grande numero di Paesi, tra cui l’Italia, abbia riconosciuto la necessità di un’azione a favore di un accordo globale vincolante.
“Ringraziamo il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa per il suo impegno ad UNEA-4 a conferma della leadership su scala europea del nostro Paese per il bando progressivo della plastica. Ma l’’inquinamento marino da plastica non ha confini e la risoluzione approvata a Nairobi non prevede l’avvio di una vera assunzione di responsabilità globale sulle emergenze ambientali richiesta da tutte le piazza del mondo. E’ bene che l’Italia, come è avvenuto con il bando degli shopper, stia sempre all’avanguardia approvando al più presto l’atteso provvedimento SalvaMare, Infatti, è bene sempre ricordare, come dimostrato dal dossier WWF, che l’Italia produce 4,5 milioni di tonnellate di rifiuti plastici, di cui 497mila (l’11%) sono dispersi in natura (mentre: 1,4 mln sono conferiti in discarica, 1,5 mln inceneriti, 1,2 mln riciclati)” – ricorda la presidente del WWF Italia, Donatella Bianchi.


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