L’infarto è una patologia che colpisce ogni anno circa 120mila persone. I soggetti più colpiti sono tendenzialmente persone di età superiore a 50 anni, tuttavia sono ormai frequenti casi di infarto anche in età inferiore. Tra i fattori di rischio vi sono sicuramente cattive abitudini come alimentazione sbilanciata e ipercalorica, vita sedentaria e fumo.
In particolare vi una un’abitudine molto comune che può aumentarne il rischio del 55%: si tratta dell’utilizzo della sigaretta elettronica.
Essa viene spesso vista dai fumatori come uno strumento meno dannoso delle classiche sigarette, tuttavia le e-cig possono comportare conseguenze pesanti per la salute di chi le utilizza, così come accade per le soluzioni ibride come le IQUOS.
Lo rivela uno studio a opera di Mohinder Vindhyal della University of Kansas School of Medicine secondo il quale le sigarette elettroniche possono avere un impatto negativo sulla salute del cuore di chi le utilizza.
Lo studio ha interessato 96.000 fumatori di e-cig: dalle analisi sperimentali è emerso che tali soggetti rischiano maggiormente di incorrere in patologie cardiache. In particolare la probabilità di soffrire di problemi coronarici aumenta del 25% e addirittura fino al 55% per quanto riguarda l’infarto. Chi utilizza la sigaretta elettronica, poi, ha il 33% di possibilità in più di sperimentare l’esperienza dell’ictus.
“Fino ad ora non si sapeva molto sugli eventi cardiovascolari relativo all’uso di sigarette elettroniche. – ha detto Vindhyal – Questi dati sono un vero e proprio campanello dall’allarme e dovrebbero stimolare una maggiore consapevolezza nei confronti delle sigarette elettroniche”.
Nello studio sono stati considerati anche diversi fattori di rischio come età, sesso, indice di massa corporea, livello di colesterolo, pressione arteriosa e consumo di tabacco. La ricerca, presentata al 68esimo meeting scientifico dell’American College of Cardiology, spiega dunque che un costante utilizzo di sigaretta elettronica può facilmente essere associata a patologie della psiche come depressione ed ansia ma anche a malattie cardiovascolari.


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