“Non finiro’ mai di dire grazie a ciascuno di voi, siete la nostra forza, la parte piu’ bella della nostra societa’ come, ancora una volta, in occasione della terribile tempesta Vaia avete saputo dimostrare”.
Cosi’ il presidente del Veneto Luca Zaia rivolgendosi agli oltre mille volontari della Protezione Civile e ai soccorritori che sono arrivati alla Spes Arena di Belluno dove la Regione del Veneto questa sera ha voluto rendere omaggio ai 4.000 uomini e donne volontari di Protezione Civile intervenuti in tutto il territorio veneto, ed in particolare nel bellunese, in occasione dell’ondata di Maltempo di fine ottobre 2018. “Una tragedia che ci ha profondamente toccato e ferito – ha aggiunto – che ha messo in ginocchio le nostre montagne dove 28mila ettari di bosco sono stati rasi al suolo. Eppure, anche in questa occasione, tutti i volontari, in particolare quelli del Veneto, la mia regione dove una persona su cinque fa volontariato, hanno saputo intervenire, mostrando di rappresentare un vero valore sociale.
Siete sempre i primi ad arrivare sul teatro di qualsiasi emergenza e fondamentali per aiutare chi e’ in difficolta’ a rialzarsi. Siete davvero la nostra forza”. Erano presenti all’evento soccorritori di 400 organizzazioni che hanno regalato 17.000 giornate/uomo di lavoro per aiutare e sostenere i territori e le popolazioni colpite. “Ringrazio tutti quelli che sono intervenuti – ha continuato il governatore – ad iniziare dalle amministrazioni comunali, ai sindaci, a tutti voi che siete arrivati per primi e rimasti sul campo di battaglia, a tutti quelli che ci hanno aiutato, ai Vigili del Fuoco, alle Forze dell’Ordine e ai militari, ai tanti cittadini arrivati, alle colonne mobili giunte dalle altre Regioni, alla Protezione Civile nazionale e a tutti quelli che hanno voluto dare una mano”.
“La faremo rinascere questa montagna – ha promesso Zaia – perche’ questo e’ un impegno che ci siamo presi e porteremo avanti con tutte le nostre forze. E’ un impegno preso nei confronti dei veneti ma, in particolare, nei vostri confronti. Perche’ pensare che l’enorme lavoro che avete fatto non abbia un seguito per far rinascere la montagna ferita davvero non avrebbe senso”.


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