Massima attenzione in Libia, abbattuto caccia di Haftar: scontri a Sud di Tripoli, l’Italia aumenta la sicurezza dei porti

Giornata di scontri in Libia, dove è alta l'attenzione in seguito agli scontri che si stanno susseguendo da tempo: è in corso una violentissima guerra civile

MeteoWeb

Giornata di scontri in Libia, dove è alta l’attenzione in seguito agli scontri che si stanno susseguendo da tempo: è in corso una violentissima guerra civile. 

Nella giornata odierna un caccia delle forze di Khalifa Haftar è stato abbattuto a sud di Tripoli, dove oggi sono ripresi i combattimenti: lo ha confermato un portavoce dell’Esercito nazionale libico che fa capo al generale. Le dichiarazioni sono state rilanciate da ‘Libya Al-Hurra’, un’emittente televisiva con sede a Bengasi, il capoluogo della Cirenaica roccaforte di Haftar. Secondo il portavoce, il caccia è un Mig-23.

Il pilota si sarebbe lanciato “perché nelle vicinanze non c’era alcun aeroporto né possibilità di atterraggio. Di una ripresa dei combattimenti nell’area di Tripoli ‘Libya Al-Hurra'” , ha riferito nel pomeriggio. Stando all’ultimo bilancio diffuso dalle Nazioni Unite, a causa dei combattimenti cominciati il 4 aprile hanno perso la vita almeno 174 persone e oltre 750 sono state ferite.

E’ salito a circa 20.000 il numero degli sfollati dall’inizio degli scontri armati a Tripoli e dintorni. Lo scrive l‘Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari (Ocha) in un “aggiornamento flash” sulla situazione nei dintorni della capitale, precisando che oltre 2500 sono le persone che hanno lasciato le proprie case solo nelle ultime 24 ore. Più  di 14.000 sfollati hanno cercato sicurezza fuori dalla capitale, a Tajoura, Al Maya, Ain Zara.

“Le ostilità in corso continuano a ostacolare gli sforzi nei soccorsi”, si legge ancora nella nota. “Nonostante i tentativi delle Nazioni Unite di assistere rifugiati e migranti nei centri di detenzione Abu Slim e Qasr Ben Ghashir, entrambe le squadre di soccorso non hanno potuto raggiungere dette destinazioni, a causa, rispettivamente, di impedimenti burocratici e mancanza di sicurezza”.

Salvini: “Qualcuno ha tentato un blitz”

Stefano Cavicchi/LaPresse
lapres

“Ho incontrato stamattina il vicepremier libico e il rappresentante del governo tunisino, stiamo lavorando per la pace, stop alle avanzate, ai missili, ai mezzi blindati perché non conviene a nessuno, stiamo lavorando per tornare alla calma”. Così il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini a margine congresso Legacoop in corso negli studi di Cinecittà. “Qualcuno ha provato il blitz, gli è andata male, sicuramente qualcuno ha appoggiato questo blitz, non l’Italia, il governo italiano sta facendo il pompiere, speriamo di non rimanere fra i pochi e spero che la comunità internazionale ci aiuti a riportare la pace al centro degli obiettivi in Libia”.

“Al momento non c’è guerra, ci sono scontri e noi stiamo lavorando affinché non ci sia la guerra”. Lo ha detto il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini a ‘Di Martedi” su La7 parlando della situazione in Libia sostenendo dunque che chi parte oggi non è un profugo. In ogni caso, ha ribadito “siccome sui barconi c’è la possibilità che ci siano dei terroristi, rischio dei processi ma non mi interessa: se è a rischio la sicurezza italiana, io non do l’autorizzazione allo sbarco neanche ad un barcone”.

L’Italia lavora per aumentare la sicurezza dei porti

“Preso atto dell’acuirsi della crisi in territorio libico, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, convocherà a breve il Cism (Comitato interministeriale per la sicurezza dei trasporti marittimi e dei porti) al fine di valutare il possibile innalzamento dei livelli di sicurezza delle navi mercantili di bandiera italiana e delle strutture portuali. E adottare possibili misure addizionali di protezione”. Lo annuncia una nota del Mit.

Italia impegnata per la ripresa dell’azione Onu

“La posizione dell’Italia è quella di un Paese che per geografia oltre che per storia estremamente vicino alla Libia e di conseguenza ciò che accade lì ci riguarda molto da vicino”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi intervenendo a Zapping su Radio Uno. “Siamo impegnati ed estremamente attenti, e non da oggi, a ciò che accade in Libia ha proseguito – Noi pensiamo che il processo di pacificazione nazionale e anche di stabilizzazione che è stato in atto in questi anni sotto la guida delle Nazioni Unite sia l’unico processo positivo per il popolo libico, nell’interesse del popolo libico e dei paesi vicini”.

“La situazione di guerra, che non è nuova purtroppo in questo paese ma che si è riaccesa, non giova a quest’opera di ricostruzione e stabilizzazione che invece è essenziale e noi ci stiamo impegnando parlando con quante più componenti possibili affinché possa riprendere l’azione dell’Onu – ha aggiunto Moavero -. Le operazioni di guerra sono affrontabili, se la comunità internazionale opera per la pace, questa può essere ristabilita”.