Ambiente: nel 2018 persi 12 milioni di ettari di foreste tropicali

Nel 2018 il mondo ha perso 12 milioni di ettari di foreste tropicali - l'equivalente di 30 campi da calcio al minuto - di cui 3,64 milioni di foreste primarie essenziali per il clima e la biodiversità

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Nel 2018 il mondo ha perso 12 milioni di ettari di foreste tropicali – l’equivalente di 30 campi da calcio al minuto – di cui 3,64 milioni di foreste primarie essenziali per il clima e la biodiversità. Lo rivela il World ressources institute (Wri) nel suo rapporto annuale stilato da Global Forest Watch, precisando che il 2018 è stato il quarto anno peggiore per il disboscamento della foreste tropicale dopo il 2016, 2017 e 2014.

Intanto in Europa è molto alto il livello di allerta per i fuochi che fuori stagione stanno distruggendo i boschi di piu’ paesi, alle prese con una forte siccità. Situazione di crisi in Norvegia dove la Croce Rossa e la polizia stanno evacuando centinaia di residenti dalla localita’ di Sokndal, minacciata dalle fiamme. Da martedi’ i vigili del fuoco sono impegnati a spegnere una serie di incendi fuori controllo nel sud-ovest del Paese, sperando nell’aiuto delle piogge. Finora nei pressi di Sokndal sono stati distrutti circa 7,5 km2 di boschi.

Le aree del pianeta piu’ a rischio sono quelle che ospitano sui propri territori una estesa copertura boscosa: l’Amazzonia in diversi paesi del Sudamerica – la casa di 20 milioni di persone – le foreste equatoriali in Africa centrale e occidentale fino a quelle pluviali dell’Indonesia. Le attivita’ umane sono la prima causa di distruzione, per interessi commerciali e agricoli, tra cui la coltura dell’olio di palma, del cacao e le attivita’ minerarie. L’anno scorso il Brasile e’ stato il paese che ha perso la maggior superficie di foreste tropicali primarie – 1,3 milioni di ettari – davanti alla Repubblica democratica del Congo e all’Indonesia, nazioni piu’ colpite dal disboscamento con Colombia e Bolivia.

L’Ong ‘Imazon’ avverte che nell’Amazzonia brasiliana la situazione sta ulteriormente peggiorando dall’arrivo al potere del presidente di estrema destra, Jair Bolsonaro: lo scorso gennaio la deforestazione e’ aumentata del 54% rispetto allo stesso mese del 2018. Tra il 2007 e il 2015 in Brasile il tasso di disboscamento era diminuito del 70%, ma la situazione si è deteriorata tra il 2016 e il 2017 a causa di incendi devastanti.

Altra situazione molto preoccupante per gli esperti è quella della Repubblica democratica del Congo di fronte al ritmo “inquietante” di distruzione delle foreste primarie. Negative anche le situazioni del Ghana e della Costa d’Avorio, che hanno perso piu’ superficie boscosa tra il 2017 e il 2018, rispettivamente del 60 e del 26%. In Colombia la perdita di foresta primaria e’ aumentata del 9%, come conseguenza dell’accordo di pace tra i governo e la guerriglia della Farc che ha reso alcuni territori maggiormente accessibili. L’allarme piu’ grande riguarda ancora le foreste tropicali primarie – nel 2018 hanno perso l’equivalente della superficie del Belgio – “quelle che hanno il maggiore impatto in termini di emissioni di carbonio e di biodiversita'” ha precisato l’organizzazione con sede a Washington.