Arte: dopo due secoli “l’incoronazione” di Botticelli torna a Montevarchi dove è stata dipinta

Prosegue nel  Palazzo del Podestà di Montevarchi (Ar) fino al 28 aprile, la grande mostra “Botticelli, Della Robbia, Cigoli. Montevarchi alla riscoperta del suo patrimonio artistico”

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Prosegue nel  Palazzo del Podestà di Montevarchi (Ar) fino al 28 aprile, la grande mostra “Botticelli, Della Robbia, Cigoli. Montevarchi alla riscoperta del suo patrimonio artistico” promossa dal Comune di Montevarchi in collaborazione con il Museo di Arte Sacra della Collegiata di San Lorenzo di Montevarchi e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena, Grosseto e Arezzo.

La mostra, che sta ottenendo un grande successo di pubblico e critica, è stata ideata dal direttore artistico del Museo di Arte Sacra di San Lorenzo Luca Canonici, curata da Bruno Santi, Lucia Bencistà e Felicia Rotundo. Il percorso espositivo mette insieme per la prima volta capolavori e importanti opere d’arte realizzate nel territorio di Montevarchi ponendo l’accento  sulla rilevante importanza socio-culturale e artistica della città tra la fine del ‘400 e la fine del ‘700.  Opere d’arte che, per circostanze di vario genere, sono state allontanate dai luoghi per i quali sono state realizzate e rappresentano il frutto delle grandi committenze per gli enti religiosi di Montevarchi.

Il percorso espositivo comprende nove dipinti e una statua in terracotta e il ruolo di protagonista spetta ad un autentico capolavoro come l’Incoronazione della Vergine e Santi di Sandro Botticelli, (Firenze 1445 – 1510), uno dei maggiori esponenti del Rinascimento fiorentino. L’opera, ad olio su tavola, di grandi dimensioni, è stata presumibilmente realizzata tra il 1498 e il 1508 per l’altare maggiore della chiesa francescana di San Ludovico di Montevarchi. L’impostazione e lo stile sono senza dubbio legati alla pittura matura del Botticelli. Basti vedere la ricchezza e la finezza dell’abito del San Ludovico o la dolcezza del profilo della Santa Caterina d’Alessandria. Insieme al maestro è ragionevole pensare che la tavola sia stata realizzata con l’aiuto degli allievi della sua bottega.

L’opera fu trafugata ai primi del XIX secolo, a seguito della soppressione napoleonica dei beni ecclesiastici, dalla chiesa di San Ludovico (ora Sant’Andrea a Cennano) ed in seguito a varie vicissitudini è oggi custodita a Villa La Quiete a Firenze. Un altro capolavoro presente in mostra è l’imponente Miracolo della mula di Giovanni Martinelli (Montevarchi 1600 – Firenze 1659), uno degli artisti più affascinanti ed enigmatici della pittura del Seicento, anche se, allo stesso tempo, tra i meno conosciuti. Questo dipinto, ad olio su tela, è stato realizzato nel 1632 probabilmente proprio a Montevarchi con il pittore “suggestionato da ciò che il territorio gli suggeriva”. Un’altra opera di grande interesse è il San Francesco della pittrice Violante Siries Cerroti (Firenze 1710 – 1783), dipinta nel 1765 per l’altare del santo nella chiesa di San Ludovico. Si tratta di una rappresentazione di inaspettata modernità che solo in tempi recenti è stato possibile l’attribuzione a Violante Siries  visto che nei documenti antichi l’autore del dipinto era indicato come “Sig. Cerroti”. Invece l’autrice è proprio lei, una pittrice operante a Firenze tra la corte degli ultimi Medici e i Lorena. Nella mostra è possibile ammirare anche altre opere. Un dipinto del pittore Jacopo Vignali (Pratovecchio 1592 – Firenze 1664) che raffigura il Beato Felice da Cantalice che riceve il Bambino Gesù dalle mani della Vergine;  la Resurrezione di Cristo di Ludovico Cardi detto il Cigoli (Cigoli di San Miniato 1559 – Roma 1613), firmata dal pittore e datata 1591, e la Natività della Vergine di Santi di Tito (Firenze 1536 – 1603), entrambe conservate al Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo.

La mostra presenta inoltre altre interessanti sorprese come Il miracolo di Sant’Antonio taumaturgo di Mattia Bolognini (Montevarchi 1605 – Siena 1667), pittore nato a Montevarchi al pari del Martinelli, il San Fedele da Sigmaringen in adorazione della Vergine col Bambino del pittore cappuccino Fra Felice da Sambuca (Sambuca 1734 – Palermo 1805, i Santi francescani in adorazione della Vergine di Giacomo Tais (Trento 1685 – Pescia 1750.  Il percorso espositivo è arricchito dalla terracotta policroma invetriata con Sant’Antonio Abate attribuita a Luca della Robbia il Giovane, opera proveniente dall’antica Compagnia di Sant’Antonio Abate di Montevarchi. La mostra è aperta nel Palazzo del Podestà di Montevarchi (Ar), Piazza Varchi 8, fino al 28 apriledal giovedì alla domenica dalle ore 10 – 13 e dalle 15 alle ore 19. Ingresso 5 euro intero, 3 euro ridotto.