Astronomia, Specola Vaticana: “Anche nei buchi neri si può trovare Dio”

"È possibile trovare Dio in un buco nero? Grazie all'immagine prodotta e divulgata in questi giorni dall'Event Horizon Telescope consortium, per la prima volta si dispone della prova diretta che un buco nero è qualcosa di più di un concetto teorico"

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“È possibile trovare Dio in un buco nero? Grazie all’immagine prodotta e divulgata in questi giorni dall’Event Horizon Telescope consortium, per la prima volta si dispone della prova diretta che un buco nero è qualcosa di più di un concetto teorico. È una ‘cosa’: se sant’Ignazio di Loyola aveva ragione nell’invitarci a ‘trovare Dio in tutte le cose’, il buco nero ha ora certamente i giusti requisiti per far parte di quella lista”.

Nel commentare l’impresa compiuta dalla rete globale di antenne radio dell’Event Horizon Telescope, che ha prodotto la prima immagine dettagliata di un buco nero, quella al centro della galassia M87 a 55 milioni di anni luce dalla Terra, il gesuita Guy Consolmagno direttore della Specola Vaticana – in un articolo pubblicato sulla rivista dei gesuiti ‘America’ e ripreso dall’Osservatore Romano – sottolinea che “un’analogia ancor più affascinante può essere riconosciuta nel definire il buco nero come il perfetto esempio di qualcosa in cui noi crediamo anche se non possiamo vederlo o toccarlo”.