Fecondazione, Gallo: “Quella eterologa è a rischio stop dal 29 Aprile”

"Le normative sulle autorizzazioni per i centri che applicano le tecniche di fecondazione eterologa prevedono il completamento, entro il 29 aprile, delle verifiche che il Centro nazionale trapianti (Cnt) insieme alle Regioni avrebbe dovuto effettuare su tutto il territorio"

“Le normative sulle autorizzazioni per i centri che applicano le tecniche di fecondazione eterologa prevedono il completamento, entro il 29 aprile, delle verifiche che il Centro nazionale trapianti (Cnt) insieme alle Regioni avrebbe dovuto effettuare su tutto il territorio. Ma non tutte le strutture, per problemi organizzativi, hanno ottenuto il via libera. C’è già stata una proroga a questo termine, ma ne serve una seconda, altrimenti sarà bloccata anche l’importazione dei gameti. E i centri che potranno continuare a lavorare saranno molto pochi”.

E’ l’allarme lanciato da Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni e avvocato che negli anni ha seguito decine di coppie ricorse a tribunali e Corte costituzionale contro i divieti contenuti nella legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita.

A 5 anni dalla sentenza della Consulta che la vide vittoriosa insieme ai suoi assistiti e che aprì alle tecniche di fecondazione assistita con donazione di gameti, Gallo traccia il quadro della situazione: “Sull’eterologa manca ancora oggi una corretta informazione – dice all’Adnkronos Salute – non ci sono campagne sulla possibilità di donare i gameti, e ancora prima sul fatto che queste tecniche sono state ripristinate nel nostro Paese e tutti possono avervi accesso. Anche se ci fossero i donatori, comunque, manca tutto quell’apparato che circonda una donazione, in particolare il tariffario sulle prestazioni che essa comprende, dagli screening alla stimolazione ovarica. Le tariffe mancano per tutta la Pma, e le Regioni fanno del loro meglio per farsi carico della spesa sostenuta, ma certamente la cosa si complica quando si parla di donazione di gameti”.

“Attualmente – ricorda – l’eterologa viene applicata in Italia attraverso l’importazione di ovociti dall’estero, osservando le norme internazionali. Viene applicata senza problemi nei centri privati, anche nel pubblico, ma non in tutte le Regioni, perché ognuna ha percorsi diversi, così spesso le coppie con problemi di infertilità si trovano davanti a molti ostacoli. Manca inoltre la previsione di rimborsi ai donatori, che in altri Paesi non vanno oltre i 1.100 euro, che di certo non significa commercializzare i gameti, cosa che è vietata in tutti i Paesi europei e non solo in Italia”.

Gallo fa notare infine che “la legge di bilancio 2014 aveva previsto la costituzione di un registro nazionale dei donatori di cellule riproduttive di cui ancora oggi non sappiamo nulla, pur essendoci stati i pareri positivi del Garante privacy e del Consiglio di Stato. E’ bene sottolineare comunque che l’assenza di questo registro non inficia la donazione dei gameti, perché tutti i centri hanno un proprio registro e non dovranno far altro, una volta costituito quello centrale, che comunicare i dati”. Gallo ricorda infine che il consiglio dei ministri ha recepito la scorsa settimana una direttiva europea “sulla tracciabilità e la sicurezza” delle donazioni di gameti, che indica a quali analisi e screening debbano sottoporsi i donatori.