In Italia siamo “molto indietro” rispetto ad altri Paesi sulla trasformazione della idea scientifica in brevetto e trasferimento tecnologico, quindi “va cambiato il sistema di valutazione delle universita’, che devono diventare luogo propulsivo dell’economia nazionale, spingendo quindi sempre piu’ il sistema della ricerca a brevettare”: e’ quanto e’ emerso oggi a Perugia durante il 19/o Congresso nazionale del Ciriaf-Centro interuniversitario di ricerca su inquinamento e ambiente ‘Mauro Felli’, in occasione del quale, in mattinata, l’Universita’ di Perugia ha conferito il Dottorato honoris causa in Energia e Sviluppo sostenibile al prof. Shuji Nakamura che con l’illuminazione a led ha rivoluzionato il mondo della luce.
Nella seconda parte del congresso si e’ tenuta una tavola rotonda, con ospiti internazionali, sul tema del trasferimento tecnologico e del ruolo dei dottori di ricerca come manager della ricerca e della didattica. A moderare e’ stato Alessandro Toscano, prorettore dell’Universita’ degli studi Roma Tre, il quale prima dell’incontro ha detto all’ANSA: “Il sistema universitario italiano e’ molto attivo e svolge un ruolo da protagonista nel panorama internazionale. Questo e’ testimoniato dalle tante pubblicazioni scientifiche nelle piu’ prestigiose riviste internazionali, sia nel numero che nella qualita’. A questo pero’ non fa seguito una parte di brevettazioni e trasferimento tecnologico che invece ci vede agli ultimi posti tra i Paesi piu’ industrializzati”. “Al 2018 – ha precisato Toscano – il sistema universitario italiano e di ricerca (Cnr, Agenzia di ricerca, Istituto italiano di tecnologia) ha prodotto 1.200 brevetti attivi, mentre il sistema tedesco e’ sopra i 50.000 e il sistema cinese rasenta circa il milione di brevetti”.
“In Italia il sistema di valutazione dell’universita’ e della ricerca – ha proseguito Toscano – privilegia la pubblicazione scientifica invece che la brevettazione. Bisognerebbe quindi incidere a livello di governo modificando il sistema di valutazione dando piu’ peso e valore ai brevetti, all’individuazione di trovati e al trasferimento tecnologico. Questo aiuterebbe moltissimo e spingerebbe di piu’ il sistema della ricerca italiana a brevettare e a scoprire trovati”. Per Toscano, inoltre, “bisogna lavorare anche su un’idea di universita’ che deve diventare luogo propulsivo dell’economia nazionale”. “L’universita’ – ha sottolineato – deve tornare a svolgere quel ruolo di macchina dello sviluppo economico di una societa’ come la nostra che non puo’ che basarsi sull’innovazione molto alta per competere anche a livello mondiale. Le capacita’ e le qualita’ le abbiamo, si tratta soltanto di cambiare punto di vista e prospettiva”.
Alla tavola rotonda e’ intervenuto, tra gli altri, Antonio Alunni dell’Oxford University, dottore di ricerca perugino e autore di una pubblicazione dal titolo “Innovation finance and technology transfer”. Il volume tratta due temi fondamentali in materia come la finanza d’innovazione e il trasferimento tecnologico e come questi possono coniugarsi per il successo sia dei ricercatori-inventori che delle imprese che vogliono innovare. “La chiave individuata – ha spiegato all’ANSA Alunni – e’ quella di investire piccole somme per creare prototipi basati sulle invenzioni dei ricercatori. Cosa importante questa per non far giudicare dagli imprenditori le idee che vengono dalla ricerca troppo distanti dal loro mondo. C’e’ anche bisogno di quella professionalita’ che ancora non c’e’ ma a cui si puo’ ovviare istituendo corsi di laurea in ‘technology transfer’ partendo proprio perche’ no dall’Universita’ di Perugia”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?