‘La forza dell’Italia sta nella grande varietà dell’offerta con la capacità di offrire vini di qualità da un capo all’altro della Penisola come nessun altro Paese. Clima, terreni e patrimonio varietale rappresentano il mix inimitabile e vincente del patrimonio vitivinicolo nazionale”. È quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, in occasione della 53esima edizione di Vinitaly dove l’organizzazione agricola presenta l’inedita mostra delle terre italiane del vino a ‘Casa Coldiretti’, per far conoscere ai visitatori i terreni dai diversi colori, origini e consistenze provenienti da tutta la Penisola, da cui nascono i 405 vini Doc e Docg italiani.
Un vero e proprio viaggio alla scoperta dei suoli italici molto diversi tra loro. I terreni vulcanici, ad esempio, garantiscono le condizioni ideali per coltivare uve da cui si producono vini soprattutto bianchi caratterizzati da grandi mineralità. E’ il caso dell’Etna Doc, con le uve coltivate alle pendici del vulcano siciliano su un suolo originato dallo sgretolamento di più tipi di lava di diversa età mescolata a lapilli, ceneri e sabbie nere.
Un mix che, abbinato al clima isolano, migliora anche la longevità del vino. Il colore rosso caratterizza, invece, i terreni ricchi di ossido di ferro e magnesio. Basti pensare ai paesaggi della Puglia dove si produce il Salice Salentino Negramaro Doc, mentre da suoli argillosi-calcarei come quelli della Valpolicella, da cui nasce il pregiato Amarone della Valpolicella Docg si ottiene il colore intenso e luminoso e il gusto pieno morbido, elegante, perfettamente equilibrato.
Dalle terre marnose delle colline venete -continua Coldiretti – nasce, invece, il prosecco Docg Conegliano Valdobbiadene. Questo particolare tipo di composizione dona allo spumante le caratteristiche fruttate e floreali molto eleganti, ed una spiccata acidità e sapidità. Sulle Langhe piemontesi, inserite dall’Unesco – ricorda la Coldiretti – nella lista dei patrimoni dell’Umanità, troviamo terreni calcarei-marnosi grigio-azzurrognoli con maggiore presenza di sabbia che favoriscono la produzione di vini come il Barolo Docg, dal colore inteso e dal gusto pieno, armonico Strati alternati di marne e sabbie calcificate, anticamente depositi di fondali marini, sono tipici delle zone friulane del Collio e favoriscono l’accumulo di zuccheri, di pigmenti e sostanze aromatiche nelle uve da cui si producono i vini del Collio Doc.
Dalle terre marnose delle colline venete -continua Coldiretti – nasce, invece, il prosecco Docg Conegliano Valdobbiadene. Questo particolare tipo di composizione dona allo spumante le caratteristiche fruttate e floreali molto eleganti, ed una spiccata acidità e sapidità. Sulle Langhe piemontesi, inserite dall’Unesco – ricorda la Coldiretti – nella lista dei patrimoni dell’Umanità, troviamo terreni calcarei-marnosi grigio-azzurrognoli con maggiore presenza di sabbia che favoriscono la produzione di vini come il Barolo Docg, dal colore inteso e dal gusto pieno, armonico Strati alternati di marne e sabbie calcificate, anticamente depositi di fondali marini, sono tipici delle zone friulane del Collio e favoriscono l’accumulo di zuccheri, di pigmenti e sostanze aromatiche nelle uve da cui si producono i vini del Collio Doc.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?