Salute: “Un 80enne attivo può avere le performance di un 50enne sedentario”

Il benessere non è sempre questione di età. "Un ottantenne attivo può avere le stesse performance muscolari e anche cognitive di un cinquantenne sedentario"

MeteoWeb

Il benessere non è sempre questione di età. “Un ottantenne attivo può avere le stesse performance muscolari e anche cognitive di un cinquantenne sedentario”. Parola di Francesco Landi, direttore dell’Unità di riabilitazione e medicina fisica del Policlinico universitario Agostino Gemelli, che ha presentato oggi a Roma la seconda edizione della ‘Longevity Run, la corsa per sentirsi e restare in forma’, in calendario nella Capitale il 10 maggio, per una giornata di check up gratuiti e sport.

“Un ottantenne che è stato nella sua vita sempre attivo, che continua a essere attivo, che fa esercizio fisico aerobico come camminare e andare in bicicletta oppure ballare, e in più aggiunge attività di tipo anaerobico come i pesi – spiega l’esperto geriatra – ha la stessa identica performance muscolare del cinquantenne che non fa niente. Questo significa che si possono guadagnare 30 anni di benessere con stili di vita sani”. 

Fare sport, inoltre, non fa bene solo ai muscoli. “Ricordiamoci – sottolinea Landi – che la performance muscolare va di pari passo con quella cognitiva. Chi ha dei buoni muscoli ha anche, generalmente, una buona forma mentale: muscoli e cervello si parlano, e i muscoli rilasciano tanti mediatori (molecole) positivi per il nostro cervello“.

Oltre al movimento, però, a permettere un invecchiamento in salute c’è anche l’alimentazione. “A tavola – consiglia lo specialista – portiamo soprattutto frutta e verdura, 5 porzioni al giorno. Ma non dimentichiamo le proteine, anche quelle di origine animale. Oggi studi recentissimi ci dicono che le proteine di origine animale non fanno male se assunte nelle quantità raccomandate, 2 volte alla settimana. La nostra longevità è legata per il 45% al movimento, per il 45% l’alimentazione e per il 10% alla genetica, ovvero all’eredità che i nostri nonni ci hanno lasciato”.