Dall’inizio dell’anno, l’Unicef insieme con governi, Nazioni unite e ong Partner ha raggiunto oltre 34 milioni di bambini con campagne di vaccinazione in Paesi colpiti da conflitto e che ospitano rifugiati in Medioriente e Nord Africa, fra cui Iraq, Giordania, Libia, Sira, Sudan e Yemen. In Iraq, solo 4 bambini su 10 ricevono tutti i Vaccini consigliati prima del loro primo compleanno.
Quest’anno oltre 8 milioni di bambini nel Paese hanno ricevuto il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia (MPR) e il vaccino orale contro la polio (OPV). In Giordania, l’Unicef sta supportando il ministero della Salute con una campagna di vaccinazione in corso, anche contro il morbillo, nel campo per rifugiati di al-Azraq per raggiungere 20mila bambini tra i 6 mesi e i 15 anni.
In Libano, da giugno 2018 sono state implementate le attività di immunizzazione accelerate in risposta a un’epidemia di morbillo in aree ad alto rischio e circa 161.000 bambini sono stati raggiunti. In Libia, a dicembre 2018, 1,4 milioni di bambini sotto i 6 anni sono stati vaccinati contro la polio e oltre 2,6 milioni di bambini contro il morbillo. In Sudan, all’inizio del mese scorso era stata lanciata una campagna di vaccinazioni contro la polio e il morbillo. Fino ad ora, sono stati raggiunti oltre 7,8 milioni di bambini con Vaccini contro la polio e integratori di vitamina A.
In Siria, dall’inizio dell’anno, 2,4 milioni di bambini sotto i 5 anni sono stati raggiunti con Vaccini antipolio. In Yemen, con la prima campagna nazionale contro il morbillo del 2019, circa 12 milioni di bambini a rischio tra i 6 mesi e i 15 anni sono stati vaccinati contro morbillo e rosolia. Attraverso una campagna di vaccinazioni contro il colera, ora in corso in 3 distretti, sono stati raggiunti circa 600mila bambini sotto i 15 anni. I Vaccini proteggono i bambini contro malattie e morte e sono fondamentali per un inizio di vita in salute.
I bambini che hanno bisogno di vaccinazioni, soprattutto nelle aree in conflitto, hanno sensibilmente meno probabilità di potervi accedere. Nella regione, un bambino su 5 vive in situazioni di conflitto o in paesi colpiti da conflitto. I bambini senza o con scarso accesso alle vaccinazioni sono esposti a un rischio molto maggiore di malattie e morte. Quando un bambino non viene vaccinato, il rischio di diffusione di malattie si incrementa per ognuno. Come diretto risultato del conflitto, malattie che per lungo tempo erano scomparse dalla regione, come la polio, sono ricomparse.
Ogni volta che si verifica l’epidemia di una malattia, ogni singolo bambino deve essere vaccinato. Le campagne di risposta immediate sono fondamentali per controllare la diffusione della malattia. “La Settimana Mondiale delle Vaccinazioni che sta terminando rappresenta un monito per il diritto alla salute di ogni bambino. Fornire ai bambini cure mediche di qualità per crescere sani e forti è un imperativo morale. L’accesso alle cure mediche è un diritto fondamentale, non un privilegio”, ha dichiarato Geert Cappelaere, direttore regionale Unicef per il Medioriente e il Nord Africa. L’agenzia coglie quest’opportunità per chiedere una serie di azioni immediate per raggiungere ogni bambino con Vaccini salvavita nella Regione del Medio Oriente e del Nord Africa: tutte le parti in conflitto nella regione e coloro che possono esercitare un’influenza devono continuare a fare tutto il possibile per facilitare la distribuzione di Vaccini e assicurare che le vaccinazioni attraverso i sistemi e le campagne di routine siano una priorità nazionale in tutti i paesi.
In situazioni di guerra, le parti in conflitto devono fornire accesso umanitario sostenibile e incondizionato per raggiungere tutti i bambini con vaccinazioni ovunque essi siano e a prescindere da chi controlli l’area in cui essi vivono, sottolinea l’agenzia Onu, e la modalità ‘porta a porta’ deve essere consentita anche ai più colpiti, dove possibile. Le tregue umanitarie, la cessazione delle ostilità e giornate di tranquillità dovrebbero essere applicate per consentire lo svolgimento di campagne di vaccinazione, sottolinea l’Unicef, aggiungendo che tutti gli attacchi contro strutture sanitarie devono finire. Proteggere in ogni momento la catena del freddo.


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