“I dati che emergono dall’ultimo Rapporto Sentieri, in particolare quelli relativi all’area di Taranto, sono drammatici e non possono essere ignorati. Non possiamo, come medici, come cittadini, rimanere indifferenti: va data una risposta, subito. Il diritto fondamentale alla SALUTE, del quale, come Ordine dei medici, siamo garanti, non può essere compresso da nessuna istanza sociale, e neppure da quella, pur nobilissima, del diritto al lavoro”.
Così il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo) Filippo Anelli commenta i risultati del quinto Rapporto Sentieri, studio epidemiologico delle aree del Paese esposti a rischio da inquinamento, promosso e finanziato dal ministero della SALUTE, pubblicato on line da ‘Epidemiologia e prevenzione’, rivista dell’Associazione italiana di epidemiologia.
“La Fnomceo – aggiunge Anelli – ha più volte espresso la sua preoccupazione sulle condizioni sanitarie e di vita, con pesantissime e documentate ricadute sul tessuto sociale, degli abitanti dell’area di Taranto: lo ha fatto a Bari, il 16 settembre 2016, quando il Consiglio nazionale chiese che il Governo, di concerto con la Regione, adottasse ogni possibile misura per rimuovere le cause e far fronte nell’immediato, anche in termini di dotazione strutturale, alle straordinarie esigenze di SALUTE della cittadinanza. Lo aveva fatto già nel 2013 a Taranto, quando il Comitato Centrale, riunendosi proprio in quella città, intese esprimere vicinanza e sostegno all’azione di denuncia e di stimolo da anni intrapresa dall’Ordine provinciale e da altri Ordini di Puglia”.
“Attendo di esaminare lo studio con la commissione dell’Ordine appositamente costituita, prima di esprimere valutazioni ufficiali”, spiega il presidente dell’Ordine dei medici di Taranto, Cosimo Nume. “Da una prima lettura dei dati, sembrerebbe emergere tuttavia la conferma che l’attenzione dell’Ordine di Taranto alle criticità ambientali del nostro territorio è stata più che opportuna e deve proseguire sempre in maniera istituzionalmente stringente e documentata, e che ogni possibile intervento deve essere invocato e perseguito per garantire che il diritto alla SALUTE dei nostri concittadini venga anteposto ad ogni altra considerazione, più o meno utilitaristica”, aggiunge.


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