Ambiente: Regioni e Governo firmano il piano per il miglioramento dell’aria

Insieme contro lo smog che attanaglia le città e spesso rende l'aria irrespirabile con conseguenze gravi per la salute dei cittadini

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Insieme contro lo smog che attanaglia le città e spesso rende l’aria irrespirabile con conseguenze gravi per la salute dei cittadini. Oggi a Torino, nel corso dell’appuntamento ‘Clean Air Dialogue’, Governo e Regioni hanno firmato un Piano d’azione che ha l’obiettivo di migliorare la qualità dell’aria e promuovere un dialogo e un confronto attivo sul tema con l’Unione europea.

Con risorse pari a 400 milioni di euro l’anno, per il prossimo triennio 2019-21 sarà finanziato un Programma nazionale di contenimento dell’inquinamento atmosferico e saranno realizzati interventi per la razionalizzazione dei sussidi ambientalmente dannosi, per abbattere le emissioni di ammoniaca e limitare l’abbruciamento di residui vegetali in agricoltura. Capitolo importante, la promozione della mobilità sostenibile, attraverso sei azioni che prevedono anche incentivi alla mobilità attiva e alla micro-mobilità elettrica.

Allo stesso modo, saranno incentivati impianti di riscaldamento eco-sostenibili nelle abitazioni e programmi per la chiusura o la trasformazione degli impianti alimentati a carbone. Il documento è stato sottoscritto dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dal ministro all’Ambiente, Sergio Costa, e dagli altri ministri competenti e dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, in qualità di presidente della Conferenza delle Regioni, intervenuto, insieme all’assessore all’Ambiente della Regione Emilia-Romagna, Paola Gazzolo, ai lavori della giornata. Presente il commissario europeo all’Ambiente, Karmenu Vella.

”Un Piano significativo -spiega Bonaccini- che si pone lungo una strada che avevamo, già da tempo, indicato al Governo. È del 2017 la firma dell’accordo delle Regioni del bacino padano – Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto – per contrastare l’inquinamento atmosferico con un impegno che va oltre i confini territoriali e il colore politico, in una logica d’area vasta e che, con la firma di oggi, potrà contare su 180 milioni di euro l’anno di fondi nazionali per il prossimo triennio”.

”Finalmente oggi -prosegue- ci si pone in un’ottica strategica e di collaborazione istituzionale, delineando un percorso comune per adottare misure normative, programmatiche e finanziarie, condivise attraverso un’unità di coordinamento del Piano istituita presso la Presidenza del Consiglio e che vedrà la partecipazione attiva e propositiva delle Regioni”. Il Piano d’azione siglato oggi ha alle spalle un lavoro condiviso fra Governo, sei ministeri (Ambiente, Economia, Sviluppo economico, Infrastrutture e Trasporti, Politiche agricole e Salute), Regioni e Province autonome e contiene misure relative ai tre settori che, più di tutti, sono causa degli alti livelli di inquinamento: trasporti, agricoltura e riscaldamento domestico a biomassa.

Settori che hanno visto l’Emilia-Romagna al lavoro, in questi anni, con una serie di misure, quali quelle per la mobilità sostenibile: rinnovo dell’intero parco rotabile in corso; bus gratis a chi ha l’abbonamento al servizio ferroviario regionale; l’ecobonus da 191 euro per chi acquista l’auto ibrida, pari al costo del bollo; il rinnovo dei bus con il passaggio a mezzi a basso impatto ambientale; i contributi regionali per la rottamazione dei veicoli commerciali e di privati più inquinanti e l’acquisto di mezzi non inquinanti (fino a 10mila euro per quelli commerciali e fino a 3mila euro per quelli di privati, fino a Euro4); 1.500 colonnine per la ricarica delle auto elettriche e 135 chilometri di nuove piste ciclabili.

E ancora: i 14 milioni di euro dal Piano di sviluppo rurale per ridurre le emissioni di ammoniaca derivanti dalle attività zootecniche e i 2 milioni di euro dall’Accordo di bacino padano per migliorare le tecniche di applicazione dei fertilizzanti. A sostegno di questo sforzo comune, le Regioni hanno indirizzato all’Ue otto richieste concrete, per accelerare il processo di miglioramento, a partire dalla redistribuzione delle risorse europee per aree specifiche e in modo proporzionale rispetto ai costi da affrontare per il risanamento della qualità dell’aria, questione cruciale proprio per il Bacino padano.

E poi la definizione di obiettivi prioritari su cui indirizzare i contributi, quali la riduzione delle emissioni di particolato, ossidi di azoto, ammoniaca, composti organici volatili e solfati. E ancora la definizione chiara dei tempi per il raggiungimento dei valori limite che tenga conto delle diverse condizioni orografiche e meteoclimatiche dei territori e, in ragione di questa considerazione, l’approvazione di uno schema di riduzione progressiva, basato su parametri in grado di misurare lo ‘sforzo nel tempo’ richiesto, oltre a una valutazione di fattibilità e di impatto complessivo che preceda l’introduzione di nuovi limiti più restrittivi. Altre richieste riguardano le direttive Nitrati, con la richiesta di agire sul ciclo dell’azoto, l’anticipazione a prima del 2022 di quella per gli apparecchi di combustione biomasse (Ecodesgin) e misure per rendere più efficace la direttiva sulle infrastrutture per carburanti alternativi (Dafi).