E’ allarme caldo, dalla prossima settimana, in quasi tutta Italia. Dopo il maltempo che ha colpito il nord nelle scorse ore, infatti, sono in arrivo temperature da record che arriveranno a toccare i 40 gradi in molte città della penisola. Ma c’è un problema ben più grave che, sommato a questo, potrebbe creare non pochi problemi nel nostro Paese: gli ospedali e i Pronto soccorso, sia del Nord che del Sud, versano in una situazione critica: mancano i medici e le ferie del personale aggraveranno ancora di più la carenza di organico. Il periodo, tra l’altro, sarà anche uno dei più delicato perché aumenterà la richiesta di interventi ed assistenza.
A lanciare l’allarme su quella che è stata ribattezzata ’emergenza estate’ sono sindacati e società mediche. Per capire la gravità della situazione basti pensare che per sopperire alla carenza di camici bianchi in una regione particolarmente in difficoltà, ovvero il Molise, il ministro della Difesa Elisabetta Trenta sta valutando l’invio dei medici militari: “Stiamo esaminando la possibilità di inviare in Molise medici militari per far fronte alla carenza di personale sanitario negli ospedali – ha spiegato – ma al momento non abbiamo ancora trovato una soluzione, stiamo continuando a cercarla“.
Secondo i meteorologi da domani è in arrivo una delle più intense ondate di caldo dell’ultimo decennio in Europa, con punte di 40 gradi anche in Italia al Centro-Nord. Sindacati e società mediche sono dunque in allerta. Ad oggi, secondo quanto afferma il segretario del sindacato medico Anaao, Carlo Palermo, “si contano almeno 8-10mila medici in meno rispetto al fabbisogno e questo per effetto del blocco del turn-over dal 2009. Il settore più penalizzato è proprio quello dei Pronto soccorso, dove i medici in meno sono circa 2mila“. La sofferenza, precisa, “è maggiore al Centro-Sud: in Molise, Sicilia, Calabria, Lazio e Campania, gli ospedali registrano infatti il 30% in meno della dotazione organica rispetto al 2009″.
E con le ferie estive dei sanitari si verificherà un “ulteriore aggravio al quale si sta cercando in alcuni casi di sopperire ricorrendo, ad esempio – rileva – a neo-laureati, medici pensionati o stranieri“. Quanto all’ipotesi della ministra Trenta di inviare medici militari in Molise, “siamo in emergenza e dunque ben venga tale misura se fattibile, ma la soluzione strutturale – conclude – sta nel decreto Calabria appena approvato, che prevede nuove assunzioni anche nelle Regioni in piano di rientro e l’ingresso come assunti pure degli specializzandi agli ultimi anni, circa 7mila“.
E anche per i Servizi di emergenza 118 di prevede “il collasso – denuncia il presidente Sis 118 Mario Balzanelli –. L’estate è il periodo in cui le richieste di soccorso aumentano di oltre un terzo, soprattutto nelle zone costiere. Si tratta di salvare delle vite e con questi numeri l’assistenza di emergenza non può essere garantita“. I numeri infatti, spiega Balzanelli, “parlano da soli: a Milano, ad esempio, disponiamo solo di 5 mezzi di soccorso con medico a bordo, tra ambulanze e auto mediche, mentre a Bologna sono solo 2 i mezzi di soccorso con medico“. La situazione “è emergenziale un po’ in tutta Italia. A Taranto, per due anni – denuncia – abbiamo dovuto sospendere le ferie dei medici del 118 proprio per garantire il servizio“.


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