Un paziente di 40 anni colpito da osteosarcoma delle parti molli, tumore maligno rarissimo e molto aggressivo, è stato operato da un’équipe bolognese formata da chirurghi ortopedici dell’Istituto ortopedico Rizzoli, da cardiochirurghi e chirurghi toracici del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi. “Un intervento di altissima complessità, l’unica possibilità di salvare il paziente che presentava un quadro clinico considerato finora inoperabile”, si legge in una nota.
“Senza la presenza contemporanea in sala operatoria delle particolari specializzazioni dei nostri due ospedali, non sarebbe stato possibile affrontare una situazione così difficile – spiega Massimiliano De Paolis, chirurgo ortopedico dell’Ortopedia oncologica del Rizzoli diretta da Davide Donati, che ha operato nell’équipe multidisciplinare – Sui sarcomi la nostra esperienza al Rizzoli è cresciuta notevolmente da quando nacque la Scuola italiana e internazionale dei tumori delle ossa con il professor Campanacci. Oggi siamo in grado di asportare anche tumori molto estesi, con interventi detti di maxi-chirurgia, che in alcuni casi possono richiedere il coinvolgimento di altre figure specialistiche come il chirurgo toracico, generale, vascolare, plastico, il ginecologo e l’urologo”.
“In questo caso, però – precisa l’esperto – la situazione era aggravata da un trombo che dal braccio, dove era localizzato il tumore, si estendeva fino ad arrivare al cuore del paziente, determinando una situazione apparentemente irrisolvibile e irrimediabilmente letale. Abbiamo deciso allora di tentare, insieme ai colleghi del Sant’Orsola, un intervento prima mai eseguito di ortopedia oncologia, cardiochirurgia e chirurgia toracica”. A 4 mesi dall’operazione, le condizioni del paziente risultano buone sia dal punto di vista oncologico che da quello cardiocircolatorio.


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