Global Warming, l’Artico si scalda al doppio della velocità rispetto al resto della Terra: incendi mai così gravi negli ultimi 10.000 anni

Le antiche foreste boreali si stanno prosciugando a causa delle ondate di caldo e dell’assenza di precipitazioni e stanno diventando più vulnerabili agli incendi

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Divampano gli incendi mentre le ondate di caldo piegano sempre di più l’Europa e gli Stati Uniti, dopo il giugno più caldo mai registrato a livello globale. La situazione dell’Artico è particolarmente seria tanto da far dire agli esperti che “sta raggiungendo un punto di non ritorno”: la Groenlandia sta subendo gravi perdite di ghiaccio a causa di un’ondata di caldo mentre Siberia, Alaska e la stessa Groenlandia vengono divorate da centinaia di incendi.

Negli ultimi anni, le foreste boreali della Terra, ossia le foreste più settentrionali del pianeta che si estendono su ampie fasce di terra in Alaska, Siberia orientale e Groenlandia, hanno bruciato ad un tasso mai visto negli ultimi 10.000 anni, secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale. Mentre gli incendi sono comuni in Alaska, quelli che si stanno diffondendo in Siberia si stanno verificando in “aree settentrionali dove solitamente non se ne prevedono così tanti”, ha dichiarato alla ABC Pierre Markuse, esperto di fotografia satellitare. Markuse ha prodotto delle immagini all’infrarosso, che mostrano le aree colpite, che nei giorni scorsi sono diventate virali in rete. Nelle foto, si possono vedere spesse nubi di fumo e punti arancione brillante che segnalano gli incendi.

Credit: Pierre Markuse / Copernicus Sentinel

Santiago Gasso, scienziato ricercatore della NASA, ha affermato che gli incendi in Siberia hanno creato cappe di fumo che si sono estese su oltre 4,5 milioni di metri quadrati di terra nell’Asia settentrionale. “Il fatto che possiamo vederlo dallo spazio è abbastanza incredibile. A seconda di quanto rimane, può avere conseguenze ecologiche. Per esempio, un fumo così spesso impedisce alla luce solare di raggiungere la superficie nelle quantità necessarie affinché si verifichino i normali processi di fotosintesi. Il fumo non solo blocca il sole ma assorbe anche la luce, riscaldando un’area dell’atmosfera che altrimenti sarebbe stata raffreddata, aggravando i cambiamenti climatici”, ha spiegato Gasso.

L’Artico si sta scaldando al doppio della velocità rispetto alla media globale, con i ghiacciai che si sciolgono e il ghiaccio marino che sta sparendo e dunque, non è più in grado di riflettere il calore del sole in maniera efficace. Anche se gli incendi in Alaska sono comuni, Rick Thoman, climatologo dell’University of Alaska, ha affermato che quest’anno la stagione degli incendi è iniziata abbastanza presto. “Siamo abituati ad avere incendi di queste dimensioni solo una volta ogni 10 anni, ma sta accadendo molto più frequentemente. Dal 2004, questa è la sesta volta che subiamo incendi di questa portata”, ha detto.

Credit: AP

Oltre agli effetti locali degli incendi, Thoman ha affermato che l’aspetto più preoccupante delle foreste rase al suolo è che il permafrost sottostante ora sarà esposto ad anni di luce solare diretta. Questo potrebbe portare al rilascio di metano, un potente gas serra, che è rimasto congelato per millenni, ma che potrebbe essere esposto quando il suolo inizierà a degradarsi. Thoman ha affermato che l’aumento delle temperature ha avuto un impatto catastrofico sulle temperature marine e sul collasso del ghiaccio marino. “Gli ultimi due inverni hanno visto una bassa copertura di ghiaccio senza precedenti nei mari di Bering e Chuckhi, riscaldando l’acqua di 6-7°C. L’acqua sta cuocendo. Questo naturalmente ha un effetto sul clima più caldo e sulla diffusione di questi incendi”, ha concluso.

Cambiamenti climatici

incendi artico
Credit: NASA Goddard Space Flight Center

La parte settentrionale del mondo si sta riscaldando più velocemente dell’intero pianeta nel suo complesso. In tutto l’Artico, le antiche foreste boreali si stanno prosciugando a causa delle ondate di caldo e dell’assenza di precipitazioni e stanno diventando più vulnerabili agli incendi, che possono diffondersi più rapidamente e sono in grado di consumare tratti di terra più ampi. Alcuni degli incendi seguiti dai satelliti dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale hanno dimensioni di oltre 100.000 campi da calcio. Gli incendi rilasciano anche anidride carbonica nell’atmosfera, contribuendo al riscaldamento globale. Per esempio, i mega-incendi del 2014 in Canada hanno incenerito oltre 7 milioni di acri di foresta, rilasciando oltre 103 milioni di tonnellate di carbonio nell’atmosfera, secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale. L’incontaminato ambiente artico è particolarmente fragile e delicato. Le particelle di fumo possono ricadere su ghiaccio e neve, facendo assorbire più luce solare di quanta ne viene riflessa e quindi accelerando ulteriormente il riscaldamento dell’Artico.

cambiamenti climatici orso polareOltre a peggiorare i cambiamenti climatici, gli incendi delle foreste dell’Artico hanno anche grandi conseguenze sulla fauna. Gli animali, come il caribù, sono costretti a lasciare le loro case per spostarsi in habitat nuovi e potenzialmente pericolosi e il lichene, una fondamentale fonte di cibo per molti animali, viene distrutto. Gli incendi stanno causando anche un esteso inquinamento dell’aria, che può creare seri problemi di salute per gli umani. Se le emissioni di gas serra non verranno ridotte nei prossimi anni, l’inquinamento atmosferico continuerà a peggiorare.