Incendi Amazzonia, brucia il polmone verde del mondo: individuata l’origine dei roghi

Preoccupa in Brasile la situazione incendi della fortesta Amazzonica: il ministro dell'Ambiente dopo un sopralluogo ha evidenziato l'orgine dei roghi

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Il ministro dell’Ambiente brasiliano, Ricardo Salles, ha effettuato un sopralluogo per monitorare l’azione di contrasto agli incendi che da settimane stanno intaccando la foresta pluviale amazzonica. Al termine dell’attivita’ in elicottero nello stato di Mato Grosso, il ministro ha affermato che maggior parte dei focolai si trova nell’area urbana, sottolineando che dei 10.000 ettari di area che sono stati bruciati, circa 3.000 si trovano nell’area di Chapada dos Guimaraes.

Salles ha affermato di aver scoperto che la maggior parte dei roghi è di origine dolosa e che vengono appiccati in aree vincine a discariche.  La più grande concentrazione di focolai qui nella regione è nel perimetro urbano, motivo per cui questa concentrazione di fumo in città“, ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa dopo aver sorvolato l’area.

La rapida propagazione del fuoco è per il ministro soprattutto legata alle condizioni climatiche e non a una presunto minor impegno delle autorità. “Il fuoco ha proliferato molto rapidamente in un solo giorno a causa del caldo, della bassa umidita’ e del forte vento“, ha affermato Salles. Secondo il ministro, inoltre, non c’e’ stata alcuna riduzione delle risorse per il contenimento degli incendi boschivi.

“Non vi è alcun taglio nella destinazione finale delle risorse dei vigili del fuoco, al punto che abbiamo lo stesso numero di vigili del fuoco, che lavorano allo stesso modo”, ha detto. “Ora è un clima più secco, più caldo, con più vento e ciò fornisce una maggiore diffusione di roghi “, ha aggiunto.

Secondo il ministro, tuttavia, tutti gli stati hanno bisogno di rinforzi federali per contrastare il propagarsi degli incendi. Oltre 1.000 unità della brigata dell’Istituto brasiliano per l’ambiente e le risorse naturali rinnovabili (Ibama) e dell’Istituto Chico Mendes per la conservazione della biodiversita’ (ICMbio) stanno lavorando per contenere le fiamme nelle regioni critiche.

Nella sola Chapada dos Guimaraes, secondo il ministro, ci sono 69 membri della brigata Ibama e più di 20 membri dei vigili del fuoco dello stato del Mato Grosso. Nel corso della conferenza stampa a Cuiabà, Salles ha sottolineato che l’agroalimentare brasiliano è un esempio di sostenibilità, utilizza le migliori pratiche, ma non è “immune ai rischi”. Si prevede che Ricardo Salles visiterà altri stati dalla prossima settimana per monitorare l’incendio e la deforestazione illegale.

Nel cosiddetto “polmone del mondo“, segnala il programma anti-incendi dell’Istituto nazionale della ricerca spaziale (Inpe), si sono concentrati il 52,5 per cento degli incendi divampati tra gennaio e agosto 2019 in tutto il Brasile. Si tratta del 82 per cento di roghi in piu’ rispetto ai primi otto mesi del 2018. Il presidente Jair Bolsonaro ha ipotizzato che dietro gli incendi che da alcuni giorni stanno distruggendo centinaia di ettari di foresta amazzonica potrebbero esserci Organizzazioni non governative (Ong) interessate ad “attirare l’attenzione” sul governo.

“Abbiamo tolto denaro alle Ong. Oltre il 40 per cento dei fondi che arrivavano dall’estero andavano alle Ong e glieli abbiamo tolti. Abbiamo anche tagliato i trasferimenti di fondi pubblici. Ora a queste persone mancano i soldi”, ha detto il presidente alla stampa lasciando il palazzo presidenziale a Brasilia. (segue) (Brb)

Secondo i dati pubblicati dall’istituto dell’uomo e dell’ambiente dell’Amazzonia (Imazon) la deforestazione della foresta pluviale amazzonica e’ aumentata del 15 per cento tra il 31 luglio del 2018 e il 31 luglio del 2019, rispetto ai precedenti 12 mesi. Un’area disboscata pari a 5.054 chilometri quadrati. Solo a luglio 2019 la deforestazione nell’Amazzonia legale e’ stata del 66 per cento superiore rispetto a luglio 2018, raggiungendo 1.287 chilometri quadrati. L’area dell’Amazzonia legale e’ compresa tra nove stati brasiliani: Acre, Amapa’, Amazonas, Para’, Rondonia, Roraima e parte degli stati di Mato Grosso, Tocantins e Maranhao.