Allerta ghiacciaio, già crollati 2.500 mc: “Il Plan Planpincieux scivola di decine di centimetri al giorno”

I primissimi dati forniti dal radar che monitora il ghiacciaio Plan Planpincieux confermano uno spostamento della massa di alcune decine di centimetri al giorno

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I primissimi dati forniti dal radar che monitora il ghiacciaio Plan Planpincieux confermano uno spostamento della massa di alcune decine di centimetri al giorno. Lo ha riferito il responsabile del servizio geologico della Valle d’Aosta, Davide Bertolo.

Le rilevazioni fornite dal radar appena installato sono compatibili con quelle del sistema di monitoraggio fotografico, operativo dal 2013, che ha indicato ieri uno spostamento giornaliero di 30 centimetri e oggi di 35 centimetri. L’antenna del radar è posizionata a una distanza in linea d’aria dal ghiacciaio di 2.000 metri e ne misura la posizione più volte ogni ora, con una precisione di alcuni millimetri.

Da martedì ad oggi si sono registrati due piccoli crolli dal ghiaccio Planpincieux, per un totale di 2.500 metri cubi di materiale, pari all’1% della massa complessiva. Lo ha riferito il glaciologo Fabrizio Grillo della Fondazione Montagna sicura di Courmayeur.

“Il ghiacciaio risente dell’aumento delle temperature”

”Oramai lo zero termico è sopra i 4000 metri e lo è anche nel mese in corso. In un hot spot come quello del bacino mediterraneo, caratterizzato da incremento recente delle temperature di alcuni decimi di grado superiore a quello globale, il sistema microclimatico glaciale e periglaciale risente in maniera amplificata di tale segnale termico”. Lo ha dichiarato, Massimiliano Fazzini, climatologo dell’Università di Camerino.

“Le stazioni meteorologiche posizionate nell’ultimo quindicennio alle quote sommitali del sistema alpino indicano aumenti tra 1 e 2 gradi in questo ristretto lasso di tempo e la quota dello zero termico medio annuo si è mediamente innalzata di circa 30 metri l’anno sino a posizionarsi intorno ai 3400 metri di quota, – ha proseguito Fazzini – con ovvie ripercussioni sulla evoluzione degli apparati glaciali, in particolare di quelli esposti a solatio o posizionati a quote inferiori ai 3000 metri che stanno rapidamente scomparendo, nonostante un certo generale incremento delle nevicate alle quote corrispondenti”.

“Anche gli apparati glaciali più estesi e complessi come quelli presenti nel massiccio del Bianco purtroppo risentono fortemente di tali condizioni termiche, con altezze dello zero termico che si pongono sovente sopra i 4000 metri anche nel mese in corso”, ha concluso Fazzini.