Una situazione grottesca e surreale, quella che ha visto come protagonisti due giovani alpinisti spagnoli. Lui 45 anni, lei 36: si erano avventurati nella scalata delle Tre Cime di Lavaredo, ma qualcosa è andato storto e i giovani non sono riusciti a raggiungere il rifugio. Ciò nonostante, hanno rifiutato per ben due volte l’intervento del Soccorso Alpino, convinti di essere a un passo dalla meta.
E ieri la situazione si era fatta preoccupante, come racconta il Soccorso Alpino Veneto: “Sono ancora in parete, sulla Ovest delle Tre Cime di Lavaredo. I due alpinisti spagnoli hanno rifiutato il recupero, ma adesso è arrivata anche la pioggia. Ieri sera (il 1 settembre, ndr), alle 20.20 circa il capo del Soccorso alpino di Auronzo è stato contattato nuovamente dai due alpinisti spagnoli, per il cui mancato rientro dalla Cima Ovest di Lavaredo era scattato l’allarme la notte precedente. La coppia, 45 anni lui, 36 lei, di Barcellona, che ieri mattina – individuata dopo una notte all’addiaccio a metà della Via Cassin – aveva rifiutato il recupero con l’elicottero per proseguire autonoma nella scalata, aveva raggiunto la cengia alta, ma si trovava in difficoltà e chiedeva informazioni sul rientro.”
Ma la situazione era più complessa del previsto: “Dalle foto ricevute, i soccorritori avevano capito che i rocciatori si trovavano dalla parte opposta rispetto alla normale. Dopo aver spedito loro due relazioni, spiegando dove si trovavano esattamente e cosa avrebbero dovuto fare, li hanno invitati ad attendere le prime luci e ripartire all’alba, per non mettersi in condizioni di rischio dato che avevano già passato una notte in parete. Dopodiché è stato chiesto al personale del Rifugio Auronzo di andare a tranquillizzare i genitori dell’uomo, la cui madre già ieri mattina aveva avuto un malore causato dall’agitazione.”
Provvidenziale l’intervento della suocera
“Questa mattina i soccorritori hanno mandato un messaggio al rocciatore per sapere come stavano. Non ricevendo risposte, è stato chiesto ai genitori se volevano che intervenisse l’elicottero per una seconda perlustrazione. A risposta affermativa, è intervenuta l’eliambulanza di Treviso che ha imbarcato personale del Sagf per indirizzare l’equipaggio sulla via.”
“Appena individuati, anche questa volta, pur essendo poco distanti da dove si trovavano ieri sera e malgrado il tempo in peggioramento, gli scalatori hanno rifiutato di essere imbarcati e l’elicottero è rientrato. Più tardi l’uomo ha iniziato a mandare foto degli ancoraggi e della vista della Cima Grande per far capire la propria posizione e avere indicazioni. Su sollecitazione a chiedere subito l’intervento del 118, se pensava di non riuscire a scendere viste le brutte previsioni del tempo, per non rendere molto difficile il loro rientro – e sottolineando la preoccupazione dei suoi genitori – l’alpinista non ha più risposto. Il Soccorso alpino sta continuando a monitorare la cordata.
Il soccorso avvenuto ieri sera
Nella serata di ieri la svolta: i due alpinisti sono stati recuperati dal Soccorso Alpino Veneto, che racconta: “Recuperati gli alpinisti spagnoli sulla Ovest delle Tre Cime di Lavaredo!”
“Attorno alle 16, grazie a un varco nella nebbia, l’elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites di Bolzano si è potuto avvicinare alla parete della Cima Ovest di Lavaredo, a 2.750 metri di quota, dove erano bloccati i due alpinisti spagnoli. Sbarcato sulla cengia, il tecnico di elisoccorso li ha raggiunti e fatti spostare in un punto più agevole per l’imbarco sull’eliambulanza, avvenuto subito dopo. I due, che stavano bene e sono stati trasportati al Rifugio Auronzo, questa mattina erano ripartiti dal punto dove ave ano bivaccato, ma essendo un tratto poco frequentato e attrezzato, avevano fatto una doppia ed erano rientrati alla cengia allertando il 118. All’origine dei precedenti rifiuti, a quanto hanno riferito ai soccorritori, la convinzione di essere ormai arrivati in vetta, mentre in realtà mancavano ancora un paio di tiri, un’ottantina di metri in tutto, abbastanza impegnativi.”






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