Diabete e ipoglicemia, un legame pericoloso: un incubo per il 60% dei pazienti

Diabete e ipoglicemia,: un incubo per il 60% dei pazienti che soffre di glicemia alta e rappresenta infatti una delle complicanze più temute e poco note

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Diabete e ipoglicemia, un ossimoro? Tutt’altro, un incubo per il 60% dei pazienti che soffre di glicemia alta. L’ipoglicemia rappresenta infatti una delle complicanze più temute e poco note. Cosa si intende quando si parla di ipoglicemia? Una ridotta quantità di zucchero nel sangue che, in concentrazioni eccessivamente basse, può causare conseguenze che possono essere letali. Non solo: si tratta di una complicanza che al Sistema Sanitario costa 500 milioni di euro l’anno. 

All’ipoglicemia è dedicato il progetto internazionale Talk-Hypo, presentato in occasione del Congresso dell’Associazione europea per lo studio del diabete (Easd) che ha evidenziato che i malati e i loro familiari parlano poco del tema, nonostante si riconosca che il dialogo in famiglia possa ridurre l’ansia per la malattia.

A fine informativo nasce in Italia il sito www.ipoglicemiaparliamone.it, dove trovare testimonianze, consigli ed informazioni. Il progetto ha previsto la somministrazione di un questionario a 4.300 familiari di persone con diabete in 9 paesi, Italia compresa, ed ha evidenziato come solo il 34% degli intervistati abbia parlato di tale evento con la persona diabetica vicina.

“Per coloro che sono in terapia insulinica, l’ipoglicemia è una vera e propria sfida, tant’è che il 46,5% riporta uno o più episodi in un mese”, afferma Simona Frontoni, endocrinologa dell’Università di Roma Tor Vergata. Ma tale complicanza rappresenta anche un costo notevole per il Ssn: tra costi diretti (accessi al pronto soccorso, ricoveri, visite e strisce per l’automonitoraggio) e costi indiretti (perdita di produttività, assentesimo dal posto di lavoro), stima il direttore del Center for outcomes research and clinical epidemiology Antonio Nicolucci,si toccano i 500 milioni di euro l’anno”. Un passo avanti, concludono gli esperti, “è però stato fatto grazie alle nuove insuline, che riducono il rischio di ipoglicemie, e soprattutto alle nuove classi di farmaci orali che azzerano tale rischio ma sono ancora, ad oggi, sottoutilizzati”.