Il Clima e il discorso di Greta Thunberg: se io fossi Donald Trump…

"Se io fossi Donald Trump": l'editoriale del direttore di MeteoWeb dopo il discorso di Greta Thunberg all'Assemblea generale delle Nazioni Unite

MeteoWeb

Ho sempre seguito la storia di Greta Thunberg con un filo di simpatia. Intesa come tenerezza e compassione, intendiamoci. Il fatto che un’adolescente con la sindrome di Asperger marinava la scuola un giorno a settimana per protestare contro i potenti del suo Paese (tra i più ecologici al mondo!) perchè non facevano abbastanza per contrastare il cambiamento climatico, mi suscitava una certa dolcezza. Poi, però, la situazione è sfuggita di mano finchè non ha toccato il fondo con il discorso che Greta ha tenuto due giorni fa alle Nazioni Unite. Non credo alle teorie del complotto che circolano su questa figura che nella sua semplicità mi sembra così banale, scontata e genuina… Non escludo a priori che Greta possa davvero essere manovrata; sicuramente viene strumentalizzata, ma a mio avviso è in buona fede. Mi sembra una classica adolescente dall’indole ribelle, decisamente immatura per avere 16 anni, poco colta sulla storia e sulla scienza (avrebbe fatto meglio a studiare un po’ di più anzichè andarsene a scioperare da sola contro il Governo del Paese più ambientalista della Terra), che casualmente è diventata la paladina di una battaglia ideologica che tanta gente senza cultura cavalca da anni con profonda ignoranza.

AFP/LaPresse

Il discorso di Greta all’ONU mi fa paura. Non tanto per Greta, ma per il seguito e l’apprezzamento che sta suscitando. La ragazzina svedese ha letto un testo da film horror, ovviamente fantascientifico, perchè non c’è nulla di vero nelle fandonie che ha sputato da quella bocca. Mi fa paura una generazione che si identifica in questi disvalori, in quest’ignoranza, in questa mentalità negativa e pessimistica che rischia di far piombare il mondo in una drammatica spirale di arretratezza e sottosviluppo. Se fosse un’operazione di assistenza sociale per dare un messaggio a tutti i ragazzi che hanno una malattia analoga a quella di Greta, testimoniando il fatto che ce la possono fare ad arrivare in alto, potrebbe anche starci. Ma non può passare per vero uno scenario che viene fuori da tanta sottocultura su diverse tematiche, dall’ambiente alla climatologia, dall’energia alle risorse fino all’economia. In estrema sintesi, il gap più grande di Greta è quello in Geografia dove meriterebbe una sonora bocciatura.

Nel passaggio più imbarazzante del suo discorso, Greta ha detto: “Voi avete rubato i miei sogni e la mia infanzia, con le vostre parole vuote. La gente soffre. La gente muore. Interi ecosistemi stanno collassando. Siamo all’inizio di una estinzione di massa, e tutto ciò di cui potete discutere sono i soldi, e le favole di una eterna crescita economica. Come vi azzardate!“.

Donald Trump le ha risposto con un tweet straordinario: “Sembra una ragazzina molto felice proiettata verso un futuro splendente e meraviglioso! Che bello!“.

Adesso, io vorrei essere Donald Trump anche solo per 10 minuti per parlare in pubblico e rispondere a Greta nel merito delle questioni che ha sollevato. Non per lei, ma per il consenso che riscuote in milioni di ignoranti che la considerano paladina del mondo. Vorrei essere Trump perchè credo che oggi sia la persona più titolata a porsi come antagonista della visione del mondo che Greta rappresenta. Donald Trump, infatti, è innanzitutto il Presidente degli Stati Uniti d’America, il Paese più liberale e progredito del mondo, il più sviluppato e con il maggior benessere diffuso. E’ anche il Paese più democratico che da’ a tutti le stesse possibilità. Prima di diventare Presidente degli Stati Uniti d’America, Trump è stato un imprenditore di successo che ha avuto anche pesanti difficoltà ma al tempo stesso la capacità di rialzarsi e ripartire da zero. Ecco perchè ritengo sia la figura più adatta per rispondere alle fandonie di Greta, trasmettendo all’umanità i più sani valori e principi del progresso e dello sviluppo scientifico e tecnologico, da utilizzare al fine del benessere della persona.

Ecco la lettera (pubblica) che scriverei a Greta e ai suoi fanatici (i veri gretini) se fossi Donald Trump:

Piccola Greta,

ti rendi conto del paradosso che tutti gli adulti che tu offendi sono quelli che ti esaltano? Non pensi ci sia qualcosa di strano? Hai iniziato con le proteste sul clima, andando a manifestare contro il Parlamento più green del continente più green del Mondo, la tua Svezia che è prima in Europa per energia rinnovabile, auto elettriche e ogni altra innovazione che gli adulti delle generazioni precedenti alla tua hanno inventato per rendere il nostro sviluppo più sostenibile. Ti hanno proposto addirittura come premio Nobel, quando ci sono tanti scienziati che sono diventati bravi perchè da piccoli hanno studiato e mai si sono sognati di marinare la scuola, e ancora oggi studiano la scienza e la climatologia consegnandoci una realtà molto lontana delle teorie degli Al Gore e Di Caprio di turno, perchè non c’è alcuna certezza che il global warming sia provocato dall’uomo e soprattutto non c’è alcuna evidenza che provochi conseguenze negative sul pianeta e sugli esseri umani.

E’ vero che la gente soffre e muore. Ma è sempre accaduto, e oggi sta accadendo molto meno rispetto al passato grazie agli sforzi delle generazioni che ti hanno preceduto. Non è affatto vero, invece, che interi ecosistemi stanno collassando e che siamo all’inizio di un’estinzione di massa. Come ti permetti tu ad accusare proprio noi adulti di aver rubato i tuoi sogni e la tua infanzia, quando in realtà ti abbiamo regalato e consentito di vivere in un mondo di gran lunga migliore rispetto al passato! Più che Greta, sei Ingrata! Lo sai che se fossi nata appena cento o centocinquanta anni fa, non avresti avuto alcuna possibilità di esprimere liberamente la tua parola e il tuo pensiero? Altro che diritti femminili e suffraggio universale. Non avresti neanche potuto pensare di scegliere di marinare la scuola, perchè a scuola non ci potevi andare. Saresti cresciuta in una qualche tribù vichinga e – se fossi sopravvissuta ai primi durissimi anni di vita e di malnutrizione – avresti soltanto sgobbato senza alcun diritto, nella miseria e nella povertà, per tutta la vita, sempre se avessi avuto la fortuna di nascere in una famiglia che non veniva perseguitata dal dittatore di turno. Altrimenti saresti stata internata in campi di concentramento, ti avrebbero tagliato quelle belle treccine che ti adornano il volto, rasato i capelli a zero e ucciso nei forni crematori, dopo vessazioni e sevizie. Avrebbero fatto lo stesso con i tuoi amici e genitori, zii e parenti. Non avresti avuto alcuna possibilità di scegliere cosa fare nella vita, difficilmente avresti potuto scegliere dove andare e cosa indossare. Neanche l’uomo con cui vivere e avere dei figli avresti avuto la possibilità di scegliere da sola, ammesso che fossi eterosessuale. Altrimenti gay, lesbiche e transgender non erano minimamente tollerati e riconosciuti. Per il tuo caro ambiente non c’era alcuna attenzione, a differenza di oggi. Si inquinava e si moriva molto più di quanto non accada nella nostra epoca: l’aspettativa di vita era molto bassa. Tu sei svedese e oggi hai un’aspettativa di vita di 82 anni, eppure appena quindici anni fa nel 2004 gli svedesi avevano un’aspettativa di vita di 70 anni, mentre in generale nel mondo un secolo fa l’aspettativa di vita era di circa 40 anni. Non c’era la scienza, non c’era il progresso, non c’erano i vaccini e soprattutto c’era un altissimo tasso di mortalità infantile. Sai, a prescindere dalla salute, che neanche comunicare sarebbe stato così facile? Altro che internet: cento anni fa non c’erano neanche i telefoni. Avresti dovuto ammaestrare un piccione per mandare qualche messaggino chissà dove e chissà quando. E non avresti neanche potuto viaggiare, o navigare sul web per scoprire le bellezze del Pianeta che adesso così duramente vuoi difendere. Probabilmente non le avresti neanche conosciute.

Cara Greta, dovresti ringraziare le generazioni che ti hanno preceduto per averti regalato un mondo così bello, evoluto e sviluppato. Ovviamente non dobbiamo fermarci qui e certamente avremo anche commesso degli errori. Chissà quante volte, da piccola, i tuoi genitori ti hanno detto di non fare qualcosa che però tu poi hai voluto provare lo stesso. Soltanto sbagliando si impara, migliorandosi provando sulla propria pelle le conseguenze degli errori. Così l’umanità si sta migliorando sempre.

C’è però una cosa su cui non si può mai tornare indietro: la prospettiva di un futuro migliore. Non c’è una spinta positiva nelle tue parole: come farai a cambiare il mondo migliorandolo, se proclami drammi e sventure? Di recente ho letto il libro di Bertil Marklund, medico di Vänersborg tuo connazionale, che ha pubblicato “La guida scandinava per vivere 10 anni di più”. Tra i 10 consigli utili per vivere meglio e più a lungo c’è l’ottomismo. “Ridere è il modo migliore per rimanere giovani, poichè libera endorfine” scrive Marklund. Il futuro non è affatto così nero come lo immagini tu. I tuoi coetanei devono sognare e lavorare per il domani di progresso, di sviluppo, di crescita, di benessere, di gioia. Perchè sarà così! Dobbiamo costruire una colonia stabile sulla Luna, poi arrivare su Marte, e migliorare sempre il nostro Pianeta come già abbiamo fatto negli ultimi secoli di Storia. Potremo farcela solo se la tua generazione continuerà a coltivare quello spirito di estrema curiosità esplorativa e spinta rivoluzionaria verso il progresso più sano, scientifico, tecnologico, sociale e culturale e la conoscenza a 360° senza mai perdere di riferimento i valori e i principi che ci hanno reso così grandi e resilienti. Un famoso proverbio ebraico recita “Come il sapone è per il corpo, così la risata è per l’anima“, mentre Platone sosteneva che “Anche gli dei amano le barzellette“. Il problema più grande, cara Greta, è dentro di te, nel modo con cui ti stai approcciando a questo mondo. Quando vuoi, sei benvenuta alla Casa Bianca e avrò piacere di parlartene anche di persona.

Tuo,

Donald.

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