E’ pronto il primo sciame di mini-satelliti con sistemi di intelligenza artificiale a bordo: si chiama Phisat, dalla lettera greca Phi che l’Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha scelto come simbolo dell’innovazione. “Il sistema e’ pronto e volera’ con il lanciatore Vega, non appena questo potra’ tornare in attivita'”, ha detto il direttore generale dell’Esa, Jan Woerner, a margine della conferenza inaugurale della Phiweek, la settimana di incontri e dibattiti sulle nuove tecnologie al servizio dello spazio Europeo organizzata a Frascati (Roma) dal centro dell’Esa in Italia, l’Esrin.
L’intelligenza artificiale e’ una delle tecnologie di punta dei programmi spaziali dell’Esa e i satelliti Phisat, in tutto piu’ di 40 ognuno dei quali e’ un cubo con il lato di dieci centimetri, promettono di essere il banco di prova di un nuovo modo di gestire i dati raccolti dallo spazio.
“Su che cosa siano i big data ci sono interpretazioni molto diverse e la mia personale e’ che non si tratti di tanti dati, ma della capacita’ di leggerli e combinarli: per questo e’ necessario portare l’intelligenza artificiale a bordo dei satelliti”. Questo significa, per esempio, poter avere un’idea piu’ precisa dei cambiamenti climatici combinando dati di tipo diverso, come quelli relativi alle temperature, al livello dei mari e al buco dell’ozono. “Adesso abbiamo la tecnologia per costruire satelliti che abbiano a bordo sistemi di intelligenza artificiale, li abbiamo realizzati e siamo pronti a farli volare, non appena Vega sara’ disponibile”, ha concluso Woerner riferendosi all’inchiesta appena conclusa, seguita all’anomalia che si e’ verificata nel lancio dello scorso 11 luglio.


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