Previsioni Meteo Ottobre – Trova sempre più conferme nelle simulazioni modellistiche l’ipotesi di una configurazione meridiana per il corso della prima settimana di ottobre in Europa. Le figure bariche, quindi, tenderebbero a disporsi con asse verticale e, in particolare, un promontorio anticiclonico subtropicale andrebbe rafforzandosi dal Marocco, Penisola Iberica Golfo di Biscaglia e fino al Regno Unito o quasi al Mar di Norvegia, trainato a quelle latitudine da un significativo approfondimento della depressione d’Islanda verso l’Atlantico nord-occidentale. Allungandosi il promontorio anticiclonico sino al 55°/60° Nord, inevitabilmente si compirebbe uno svuotamento di geo-potenziali lungo i meridiani centrali del continente e, subito, ne approfitterebbe un vortice freddo Baltico con una incursione verso le basse latitudini sfruttando la spalla del fianco orientale anticiclonico.
Obiettivo principale dell’affondo scandinavo, sarebbe in Mediterraneo centrale o, al più, centro orientale, con ipotesi di bassa pressione al suolo agente tra i settori balcanici, dell’ex-Iugoslavia e il medio-basso Adriatico, Puglia, come si può osservare nella mappa elaborata da MeteoWeb sulla destra.
Secondo questo schema circolatorio, sull’Italia irromperebbero correnti fredde settentrionali con consistente calo termico rispetto alla fase precedente. Considerando che nei giorni tra fine settembre e inizio ottobre, le temperature sarebbero ancora un po’ sopra media, l’irruzione di aria decisamente più fredda scandinava, potrebbe determinare un crollo termico di circa 8/10°C.
La tipologia barica a ora simulata nei centri di calcolo, comporterebbe anche un significativo indebolimento della pressione un po’ a tutte le quote, con isoipsa di 552 gpdam in affondo fino alle coste adriatiche centro-meridionali. Insomma, una incursione quasi in stile invernale, naturalmente responsabile di diffusa instabilità che, secondo la strutturazione barica, interesserebbe con maggiore prevalenza le aree alpine, specie versanti Nord, centro-orientali e meridionali in genere del Paese, salvo localmente qualche sconfinamento a Ovest e soprattutto in corrispondenza del Nord Appennino, alta Toscana e verso il Levante ligure. Le aree dove le precipitazioni potrebbero essere più intense, sarebbero quelle del medio Adriatico, dalle Marche, Abruzzo, fino al Gargano.
Un altro elemento da rilevare, insieme al crollo termico e alle precipitazioni diffuse su sui settori citati, è il rischio di prime nevicate a quote medio-basse, relativamente al periodo. Infatti, il calo geo-potenziale supposto a tutte le quote, nonché l’estrazione della massa d’aria, piuttosto fredda subpolare-scandinava, permetterebbero l’ingresso di isoterme significative sin verso l’Italia. Sono ipotizzabili valori di +2°C a 1.400 metri circa sull’Appennino marchigiano-abruzzese-molisano, di 0°C o persino -1°C a 1.500 metri circa sulle Alpi centro/orientali. Con queste condizioni termiche fiocchi potrebbero scendere fino a 1.100 metri sui settori alpini, fino a 1.400 metri sull’Appennino centrale. Per il corso della prima settimana di ottobre potrebbe essere il caso di rispolverare il vestiario pesante dagli armadi. Maggiori aggiornamenti nei prossimi editoriali.



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