“Stiamo confondendo i fischi con i fiaschi! I comuni prodotti da svapo utilizzati dai fumatori per smettere non hanno nulla a che vedere con i prodotti presenti sul mercato nero statunitense e che stanno causando un serissimo problema di salute pubblica.Come ho sostenuto più volte – ha spiegato il professore – è necessaria ora più che mai un controllo attento sui prodotti da vaporizzazione di nuova tipologia a base di cannabis, non di certo su quello delle sigarette elettroniche che, per legge, è già monitorato”
I casi di malattie respiratorie verificatisi negli Stati Uniti sono stati associati al consumo di liquidi THC o CBD contenenti estratti oleosi mai utilizzati prima – come riportano diversi quotidiani americani –. Le autorità sanitarie statunitensi hanno lanciato l’appello di non svapare prodotti non certificati o comprati illegalmente.

Evidenze scientifiche hanno dimostrato – ha continuato lo scienziato catanese – che la combinazione di supporto psicologico e farmaci produce i migliori risultati in termini di disassuefazione dal fumo. Tuttavia, un recente studio randomizzato e controllato condotto dai ricercatori dell’Imperial College di Londra ha dimostrato che il supporto psicologico abbinato all’uso di e-cig risulta addirittura più efficace rispetto all’assunzione dei tradizionali farmaci antifumo. Forse scegliere solo di svapare per smettere di fumare potrebbe non portare a risultati miracolosi, ma comunque è la soluzione più pratica e veloce per ridurre i danni da fumo. Come affermato da Public Health England, la massima autorità in tema di salute pubblica in UK, le e-cig risultano essere almeno il 95% meno dannose delle bionde. E sulla questione nicotina, è bene ricordare che, una volta dissociata dalle tossine cancerogene presenti nel catrame da combustione del tabacco delle sigarette convenzionali, non è causa dei gravi e noti problemi medici associati al consumo di sigarette; pertanto a me sembra che il consumo di nicotina abbia opposizioni moralistiche piuttosto che scientifiche”.
Riguardo la notizia dei casi riscontrati dal CDC in USA di “gravi danni ai polmoni associati al fumo di sigarette elettroniche”, il Prof. Polosa conclude:
Per il professor Polosa, inoltre, si deve scongiurare il rischio che molti dei casi analizzati non siano correlati al “DIY mania”, ovvero il tentativo di cerarsi autonomamente e senza controllo le sostanze da inalare. “I pazienti da noi studiati che hanno abbandonato l’utilizzo delle sigarette a favore di quelle elettroniche hanno dimostrato un miglioramento nelle condizioni respiratorie generali. Penso che nei casi sopracitati si sta parlando di sostanze non ufficiali o approvate che possono aver provocato i danni di cui si parla. Un singolo elemento non può indurre una così vasto numero di patologie”.