Terremoto Norcia, paura in Centro Italia: “Fino alle 16 registrate 90 repliche”

fino alle 16 di oggi localizzate circa 90 scosse dalla Rete Sismica Nazionale dell'Ingv nella stessa area di Norcia dove si è verificato il sisma di magnitudo 4.1

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Paura in centro Italia che ricomincia a tremare a tre anni dalla scossa di magnitudo 6.0 che devastò diversi comuni: fino alle 16 di oggi localizzate circa 90 scosse dalla Rete Sismica Nazionale dell’Ingv nella stessa area di Norcia: fino alle 16 di oggi localizzate circa 90 scosse dalla Rete Sismica Nazionale dell’Ingv nella stessa area di Norcia dove si è verificato il sisma di magnitudo 4.1 alle 2.02 della notte passata. “La gran parte di questi eventi – riferisce l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia nell’aggiornamento diffuso nel pomeriggio – hanno avuto una magnitudo al di sotto di 2.0. Solo 2 hanno raggiunto una magnitudo uguale o maggiore di 3.0, alle ore 02:04 (Ml 3.2) e alle ore 02:17 (Ml 3.0); altre 4 hanno avuto una magnitudo compresa tra 2.0 e 2.8″.

L’Ingv sottolinea inoltre che sebbene siano ormai trascorsi più di 3 anni, dal 24 agosto 2016, e piu’ di un anno dall’ultimo evento di magnitudo maggiore di 4.0, (il terremoto Mw 4.6 del 10 aprile 2018, localizzato 2 km a sudovest di Muccia, in provincia di Macerata) “quest’area mostra tuttora un’attività sismica significativa e il livello di energia sismica rilasciata rimane superiore a quello che caratterizzava la fase temporale precedente all’inizio della sequenza“.

Fonti Mibac: “Continuano le verifiche ma niente danni”

Continuano le verifiche dell’Unità di crisi attivata dal Mibac a seguito della scossa di terremoto che ha colpito, la notte scorsa, le regioni dell’Umbria, delle Marche e del Lazio. Al momento non si sono riscontrati danni al patrimono culturale. E’ quanto si apprende da fonti del Collegio romano.

Coldiretti: “In difficoltà 25mila aziende agricole”

La terra torna a tremare “in una situazione in cui è davvero ancora molto lontano il ritorno alla normalità, dalle difficoltà abitative delle popolazioni locali ai problemi a far tornare i turisti, mentre si scontano i pesanti ritardi della ricostruzione. In difficoltà ci sono 25mila aziende agricole e stalle censite nei 131 Comuni terremotati di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo dove c’è una significativa presenza di allevamenti con oltre 100mila animali tra mucche, pecore e maiali, e un rilevante indotto agroindustriale con caseifici, salumifici e frantoi dai quali si ottengono specialità di pregio famose in tutto il mondo”. Così in una nota la Coldiretti in riferimento alla nuova scossa di terremoto con epicentro Norcia di magnitudo 4.1 alle 2.02.

“Se la lenticchia di Castelluccio di Norcia Igp è in piena raccolta e si prevede una produzione di qualita’ attorno ai 3mila-4mila quintali in linea con lo scorso anno – sottolinea la Coldiretti – in maggiori difficolta’ si trovano altri settori con un calo ad esempio del 20% del latte per la chiusura delle stalle. Lenta ripresa anche per i 444 agriturismi che secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat operano nell’area dei quali 42 in Abruzzo, 40 nel Lazio, 247 nelle Marche e 115 in Umbria”.