Francia, incendio Rouen: niente amianto, ma le proteste aumentano

Proseguono le polemiche in Francia in seguito all'incendio che ha interessato Rouen: il primo ministro Edouard Philippe ha rassicurato, "il cattivo odore c'è ma non è nocivo secondo le rilevazioni"

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Proseguono le polemiche in Francia in seguito all’incendio che ha interessato Rouen. Il primo ministro Edouard Philippe ha rassicurato, “il cattivo odore c’è ma non è nocivo secondo le rilevazioni”, non ci sono tracce d’amianto né di inquinamento dell’acqua: a Rouen, dove 5 giorni fa un incendio nel sito della fabbrica chimica Lubrizol ha provocato una densa nube nera, la tensione aumenta, tra manifestazioni e denunce che si moltiplicano.

La popolazione del capoluogo della Normandia, dove ieri hanno riaperto le scuole anche se gli istituti più vicini alla Lubrizol si sono rifiutati di far rientrare in classe i bambini, è sotto pressione. Fra immagini diffuse su Twitter di acqua marrone che esce dai rubinetti, denunce delle associazioni, dei sindacati e ultimatum alle autorità di diffondere l’elenco dettagliato delle sostanze andate a fuoco, la situazione è peggiorata stamattina, con lo stop ad un altro impianto della zona: la fabbrica Borealis, che produce fertilizzanti ed è anch’essa nella categoria “Seveso”. Stavolta non un incendio, ma un problema all’alimentazione elettrica.

La popolazione, però, già esasperata, ha reagito con rabbia: “Borealis è la più grande riserva di ammoniaca d’Europa, ce n’è abbastanza per avvelenare mezza Rouen”, ha tuonato Guillaume Blavette, rappresentante dell’associazione France Nature.

Nel pomeriggio, mentre affluivano le denunce di singoli e associazioni, diverse centinaia di persone hanno dato vita a una manifestazione per chiedere “la verità” sulle conseguenze per la salute e l’ambiente: “una fabbrica chimica che brucia senza tossicità, è come una torta alle fragole senza fragole” si leggeva su uno striscione, mentre un cartello recava la scritta “ci nascondono la verità, spetta a noi indagare”.