Nobel per la Medicina: “Il ruolo dell’ossigeno è cruciale nella lotta ai tumori con l’immunoterapia”

Nella lotta al cancro attraverso l'immunoterapia il ruolo dell'ossigeno è cruciale. Lo sottolinea Michele Maio, direttore del Centro di immuno-oncologia al Policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena

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Nella lotta al cancro attraverso l’immunoterapia il ruolo dell’ossigeno è cruciale. Lo sottolinea Michele Maio, direttore del Centro di immuno-oncologia al Policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena e presidente di Fondazione Nibit, secondo cui, dunque, il Nobel assegnato quest’anno agli studi di William Kaelin Jr, Peter Ratcliffe e Gregg Semenza è in continuità con quello della scorsa edizione, dove ad essere premiati furono James Allison e Tasuku Honjo che con le loro scoperte hanno spianato la strada all’avvento dell’immunoterapia.

“Una delle principali caratteristiche dei tumori – spiega l’esperto – è quella di crescere in un microambiente ipossico, ovvero con basse concentrazioni di ossigeno. Questo rappresenta un ostacolo per il sistema immunitario”. Per attaccare il tumore, infatti, le nostre cellule di difesa hanno bisogno di elevate quantità di ossigeno. “Diversi recenti studi – prosegue Maio – hanno dimostrato che l’ipossia nelle cellule tumorali stimola l’espressione di alcuni geni in grado di sopprimere la risposta immunitaria”.

Diventa di fondamentale importanza, quindi, poter identificare in maniera dettagliata tutti i fattori in gioco per correggere quanto avviene in carenza di ossigeno. “Identificare nuovi attori coinvolti, come quelli indotti dall’ambiente ipossico, potrà darci la possibilità di sviluppare nuovi immunoterapici da abbinare a quelli già sul mercato. In questo modo riusciremo ad aumentare la percentuale di pazienti che riescono a beneficiare dell’immunoterapia”, conclude Maio.